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Foibe, è necessario sapere tutta la verità su come andarono i fatti

Gli interventi dell'assessore Danilo Russo e dell'esponente di Fratelli d'Italia Pierpaolo Pisano

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Le manifestazioni per il Giorno del Ricordo, in cui si ripercorre il terribile capitolo della storia italiana, suscitano riflessioni da più parti.

DANILO RUSSO ASSESSORE COMUNALE.  Il 30 marzo del 2004 l’Italia ha ridato dignità a se stessa. Infatti, con la legge che istituiva la Giornata del ricordo per le vittime delle Foibe, il Parlamento italiano ha messo fine a decenni di silenzio.

L’iter legislativo che ha portato all’istituzione di questa giornata commemorativa fu di non poca difficoltà: ben tre furono le proposte di legge sul tema, sin dal 1995 alcuni parlamentari della neonata seconda Repubblica italiana si prodigarono al fine di dare un riconoscimento alle famiglie degli italiani infoibati.

Oggi, dopo decenni di silenzi e mistificazioni storiche, i nostri figli hanno la possibilità di conoscere la verità su una pagina di storia del nostro Paese per anni nascosta e sottaciuta.

Purtroppo, ancora oggi si sentono grida per fortuna flebili contro il riconoscimento della verità, perché la verità è un fardello scomodo da gestire. Soprattutto la contrapposizione strumentale tra eccidio delle foibe ed olocausto non ha senso, sono state due pagine di storia orribili che rimarranno impresse nel DNA umano per sempre.

La sostanziale differenza è che ancora oggi una parte della storiografia di sinistra definisce gli eventi del confine orientale eventi marginali. Oggi bisognerebbe abbandonare queste posizioni e fare luce sui fatti.

Il progetto di Tito si articolò in due fasi, quelle dell’autunno del ‘43 e della primavera del ’45, periodo in cui distrusse letteralmente un segmento di classe dirigente italiana per poi accanirsi contro tutti coloro che erano sospettati di crimini contro il movimento di Liberazione.

Il termine foibe è un termine sintetico che raggruppa non solo coloro che sono morti nelle cavità carsiche, ma tutti coloro che sono scomparsi chissà dove e morti nei campi di prigionia.

Le atroci vicende degli esuli istriani, dalmati e fiumani e le tragedie degli italiani nelle Foibe istriane a seguito della vittoria delle milizie jugoslave di Tito, hanno posto ancora una volta in essere la massima hobbesiana Homo homini lupus: quell’istinto di sopraffazione innato ed insito nell’agire egoistico dell’uomo.

Il mio auspicio per le generazioni future è quello di eliminare su alcuni temi le contrapposizioni destra/sinistra ed unirci nel “ricordo” al fine di indicare ai nostri figli e alle generazioni future il giusto sentiero che porti al centro l’ethos umano.

PIERPAOLO PISANO – FRATELLI D’ITALIA. Non sono scappati e non sono morti infoibati per paura! Ma semplicemente perché hanno fatto una scelta.

Una scelta che si chiama Italia!

Una scelta che ancora oggi deve scuotere le coscienze di chi abusa del termine Patria o di chi, ancor peggio e per pavida ideologia,  della patria ha decretato il funerale.

La storia può essere non raccontata, può essere non scritta, ma la storia emerge con forza anche quando è immersa nel mare della menzogna.

 La storia dei martiri delle Foibe, di Norma Cossetto, degli esuli di Fiume, Istria e Dalmazia sta emergendo, ancora non del tutto completamente, forte della testimonianza di Italiani che a margine del confitto mondiale sono diventati esuli in Patria.

Il significato di Patria è letteralmente Terra dei Padri. Ma la Patria, come testimoniano tante storie che raccontano i fatti di quel pezzo di Italia, è anche un Idea!

Veniva loro chiesto di rinnegare, di cambiare lingua. Vennero espropriati delle loro case, delle loro terre.

Uccisi nelle grotte carsiche,  altrimenti esuli!

E loro hanno scelto l’esilio.  Perché quando la terra che hai ti viene strappata,  l’unica ancora di salvezza per la tua storia, per le tue radici, è una Idea.

L’idea che si è Italiani a prescindere dalla terra, a prescindere da chi governa, perché la Patria è anche madre ed i Figli lì vogliono tornare.

Dunque il sacrificio e l’esodo di un popolo, che non migra per scappare ma per rimanere, sia d’esempio per chi crede nell’Idea della Patria.

Rimanere Italiani senza la terra. Per puro e semplice amore.

Il buio delle Foibe ha ingoiato le loro vite ma non potrà mai cancellare questa TESTIMONIANZA DI ITALINITA’!

Testimonianza per chi crede che le Idee forti e sane valgono un sacrificio.

 Affinchè  ci sia l’orgoglio e la forza di essere consci che valga sempre la pena essere Italiani. Anche se il viaggio è lungo e difficile.  Anche se il tuo paese ti mortifica.

Italiani Fino alla fine!

 

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