Assemblea acqua pubblica Catanzaro: l’adesione di ‘Rinnovando Sersale’

"Da due anni l’amministrazione Torchia ha deciso di affidare ad un gestore privato la concessione per l’utilizzo delle reti e degli impianti comunali, spingendo per una sostanziale privatizzazione"


Il Movimento Politico Rinnov@ndo Sersale – si legge in una nota stampa- aderisce all’assemblea pubblica convocata a Catanzaro per venerdì 15 febbraio per discutere di beni comuni e soprattutto di un nuovo modello di gestione pubblica dell’acqua.

Il movimento civico sersalese ha iscritto la gestione pubblica dei beni comuni e in particolar modo dell’acqua nel proprio programma amministrativo. I sostenitori del movimento sono da sempre impegnati su questi temi, fin dal successo del Referendum popolare del 2011, passando per la proposta di Legge regionale “ABC Calabria” fino alla recente lotta per difendere l’acqua pubblica a Sersale.

Infatti da due anni l’amministrazione Torchia ha deciso di affidare ad un gestore privato la concessione per l’utilizzo delle reti e degli impianti comunali, spingendo per una sostanziale privatizzazione del servizio idrico comunale. Nel Capitolato d’Appalto voluto dall’amministrazione Torchia è prevista, oltre ad un cospicuo esborso per le attività di manutenzione, anche la possibilità per il gestore privato di captare nuove sorgenti e commercializzare le acque acquistate dal fornitore regionale nonché la possibilità di installare mini turbine idroelettriche ai serbatoi al fine di realizzare profitti con la produzione di energia elettrica.

Contro questo progetto il Movimento Rinnov@ndo Sersale ha promosso la scorsa primavera una massiccia raccolta firme a sostegno di un Referendum comunale per abrogare tutti gli atti dell’amministrazione che spingono verso la privatizzazione, comprese le procedure d’appalto.

Dopo aver depositato 1150 firme lo scorso 15 maggio per il Referendum comunale, l’amministrazione Torchia ha proceduto all’aggiudicazione dell’appalto all’unica azienda partecipante, la Minieri King srl, senza tuttavia rendere pubblica tale aggiudicazione fino al settembre 2018. I Consiglieri Comunali di Rinnov@ndo Sersale hanno pertanto intrapreso una lunga battaglia consiliare fatta di continue sollecitazioni per l’approvazione di un Regolamento comunale per lo svolgimento del Referendum, di segnalazioni al Prefetto per le costanti violazioni del diritto amministrativo nell’iter di approvazione del Regolamento e culminata con l’assenza voluta ai lavori del Consiglio Comunale del 27.12.2018 per la mancanza dei necessari pareri per l’approvazione del Regolamento referendario.

Infatti la maggioranza consiliare ha approvato un Regolamento in chiarissimo contrasto col dettato statutario; mentre lo Statuto permette Referendum comunali su tutti gli atti, il Regolamento della maggioranza ne limita l’esercizio vietando i Referendum su qualunque atto impegni il Comune verso terzi (compresi quindi gli appalti che privatizzano i beni comuni e i servizi pubblici).

Nonostante ciò, la mobilitazione civica e la strenua opposizione consiliare hanno comunque raggiunto un obiettivo, l’impresa aggiudicataria non ha sottoscritto il Contratto d’Appalto, quindi per il momento il servizio rimane pubblico. Tuttavia, il bene comune dell’acqua non è al sicuro dalle tentazioni privatistiche sia regionali che locali.

Sulla scorta di tale mobilitazione il Movimento intende partecipare all’assemblea per connettere la propria battaglia locale con le istanze di altri movimenti civici e politici che in questi anni hanno tentato di proporre un nuovo modello di gestione dei beni comuni.

L’intendimento è quello di scambiarsi esperienze e casi locali e cercare di costruire un approccio collettivo al tema dei beni comuni, cercando di aumentare il dibattito e la massa critica. Infatti il sistema regionale non è stato totalmente indirizzato ad una gestione pubblica, la gestione Sorical rimani quasi inalterata, e i Comuni si trovano troppo esposti alle mire di aziende e multinazionali.

Ecco perché è necessario fare rete e costruire un movimento ampio contro coloro che vogliono mettere le mani sui beni comuni e sui servizi pubblici.