Presidente Tar: pubbliche amministrazioni collaborino (VIDEO)

Relazione di Vincenzo Salamone in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario. "L’eccessiva conflittualità frena lo sviluppo della regione". Sanità, legge elettorale e carenza di organico tra gli altri argomenti affrontati


di Antonio Capria

E’ un appello alla leale collaborazione tra le amministrazioni pubbliche, al rispetto reciproco a prescindere dall’appartenenza politica dei vertici istituzionali, il passaggio più rilevante della relazione tenuta in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario dal presidente del Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria, Vincenzo Salamone, che ha citato la forte conflittualità tra la Regione e l’ufficio del Commissario alla Sanità, così come la vicenda che ha riguardato i vertici della Camera di commercio di Catanzaro. “Bisogna risolvere questo problema culturale – ha rimarcato il presidente Salamone – perché l’eccessiva conflittualità interistituzionale, peculiare della Calabria, rischia di compromettere l’efficienza dei servizi, soprattutto in un campo delicato quale quello della tutela della salute, e frenare lo sviluppo della regione”.

Sanità L’aspetto più critico nel settore sanitario riguarda la necessità di collaborazione tra l’ufficio del Commissario e la struttura del dipartimento regionale, della quale il Commissario si deve necessariamente avvalere, e se da parte della Regione manca la collaborazione è inevitabile il conflitto istituzionale, e va considerata anche la delicatezza dei rapporti con i vertici delle aziende sanitarie e ospedaliere di nomina regionale. Il principale motivo di contenzioso in materia sanitaria riguarda la ripartizione dei budget nei confronti delle strutture private accreditate. “Se da un lato vige il criterio della libertà di scelta del cittadino – ha ricordato il presidente Salamone – la giurisprudenza privilegia il settore pubblico che deve essere messo in condizione di garantire i livelli essenziali di assistenza”.

Le interdittive antimafia. In tema di interdittive antimafia “siamo nell’ordine di una settantina di ricorsi sopravvenienti all’anno, e abbiamo una pendenza di circa 120-130 ricorsi, e comunque non abbiamo un grosso arretrato”, ha spiegato il presidente Salamone, che ha poi aggiunto: “La tendenza è che c’è un certo rigore su questo tipo di provvedimenti. Noi esercitiamo un sindacato pieno che riguarda i presupposti fattuali, sui cui facciamo istruttore estremamente rigorose, poi c’è una componente di una valutazione discrezionale dell’autorità di pubblica sicurezza, che è il prefetto, e sulle valutazioni discrezionali non possiamo entrare a meno che non siano palesemente illogiche. Poi c’è stata una linea del Consiglio di Stato verso un sindacato serio, perché – ha concluso Salamone – il sistema si regge solo se c’è un momento processuale in cui le parti possono esercitare il diritto di diesa, che all’interno del procedimento al momento non è garantito, e questa è la criticità maggiore”.

Legge elettorale Sulla legge elettorale calabrese il presidente del Tar ha parlato di sistema stabilizzato, ed ha auspicato che la norma non venga modificata nella fase antecedente alle elezioni perché non vengano alterate le regole del gioco.

Carenze di organico. Infine si ripropone anno dopo anno il tema della carenza di organico. “Con l’organico a disposizione a malapena riusciamo a trattare i ricorsi ordinari, e quest’anno potremmo rimanere in sei” ha spiegato il presidente Salamone, che dovrebbe presto lasciare la guida del Tar Calabria. “Purtroppo nel sistema organizzativo – ha proseguito Salamone –  ha avuto sempre un avvicendamento di magistrati perché, una volta espletato il nuovo concorso, i magistrati che non sono calabresi presentano richiesta di trasferimento. Vi faccio notare che Reggio Calabria l’anno scorso ha avuto un ricambio totale. Non si crea quindi quella forma di memoria storica sui giudizi pendenti che può anche creare delle difficoltà di gestione del contenzioso”. 

Sede del Tar. Resta ancora aperta la questione della nuova sede del Tar a Catanzaro: “La procedura avviata per l’acquisto si è chiusa – ha spiegato il presidente Salamone – perché non si sono trovate soluzioni ammissibili, quindi o si riparte con una nuova procedura di acquisizione oppure vedremo se rinnovare il contratto di locazione per l’attuale immobile”.