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Catanzaro, lussuosi attici in centro usati come case di appuntamenti? 

I carabinieri arrestano una donna marocchina, ma quando la accompagnano al domicilio si trovano in una casa ‘da ricchi’


Di Giulia Zampina 

Un attico con tanto di parquet. Interno 6. Centro storico della città. È qui che i carabinieri del nucleo radiomobile, agli ordini del tenente Alessandro Genovese, della compagnia di Catanzaro guidata dal capitano Antonino Piccione, si sono trovati quando, dopo averla fermata, hanno accompagnato una donna di origine marocchina posta ai domiciliari. Sabato mattina, durante un normale giro di controllo, i carabinieri fermano una ragazza in via Poerio, la donna nell’immediatezza fornisce false generalità ma, resasi conto che i militari non stavano credendo alla sua versione dei fatti, raccontano i testimoni, si è messa prima a gridare e poi ha dato i documenti. Portata in caserma per l’identificazione, al momento di eleggere il domicilio a cui essere accompagnata, ha detto di essere ospite di un amico, in quell’interno 6 di un palazzo al centro della città, dove per altro sono ubicati anche importanti uffici, che si è rivelato molto bello e signorile.

Dell’amico di cui diceva di essere ospite, nessuna traccia ovviamente. Il magistrato non ha ritenuto di dover applicare alcuna misura cautelare alla ragazza. E fin qui i fatti di cronaca. Resta il dubbio, sopratutto dopo aver spulciato sulle bacheche di incontri, che sotto la voce “case vacanze” ci siano appartamenti che vengono affittati a quelle donne che svolgono attività di meretricio per un tempo determinato. Circostanze non nuove, già venute alla luce con almeno tre operazioni di Polizia che hanno identificato giri di prostituzione gestiti in maniera autonoma da ragazze che spesso in quegli appartamenti si alternano. Ipotesi tutte da verificare nel caso specifico, ma di certo non nuove alla storia di questa e di tante altre città. D’altra parte resta pur sempre il mestiere più antico del mondo.