Quantcast

Io Samantha, e la mia vita da escort a Catanzaro

Parla la donna fermata sabato dai Carabinieri per aver fornito false generalità e racconta dei suoi clienti nel capoluogo SAMANTHA I CARABINIERI E L'INTERNO 6


Di Giulia Zampina

E’ acclarato oramai, prostituirsi non è reato. L’ordinamento italiano punisce lo sfruttamento della prostituzione. Partendo da questo presupposto ed in momento in cui imperversa il dibattito sulla riapertura delle case chiuse, anche se non è oggetto del famoso “contratto di governo” tra Lega e Cinque Stelle, capita che una escort, decida di uscire allo scoperto e raccontare la sua versione, di come il mondo della prostituzione in qualche modo sia cambiato. O forse semplicemente di come oggi le donne che praticano meretricio siano lontane da quegli schemi e stereotipi che sono nella mente di tutti. Ovviamente è un discorso che non vale per tutte. Inutile nascondere il fatto che esistano ancora sacche di illegalità alimentate dallo sfruttamento e dalla tratta di alcune donne messe sulla strada per conto di uomini  senza scrupoli. Ma oggi la storia che raccontiamo è un’altra, che non cancella le esperienze negative che esistono. E’ la storia di Samantha, a Catanzaro conosciuta come Miriam: Samantha è la ragazza che sabato mattina è stata arrestata dai carabinieri di Catanzaro per aver fornito, durante un controllo, false generalità. Un reato per cui, per tutti è previsto l’arresto.

Il magistrato ha deciso nella sua facoltà, di non applicare alcuna misura cautelare. Ma Samantha, dopo aver letto che si parlava di lei, ha deciso di uscire allo scoperto, senza filtri, senza edulcorazioni, senza paura e raccontare la sua versione dei fatti : “Sono una escort – dice – ma non ho nessun protettore. Vengo spesso a Catanzaro da dove sono andata via domenica, ma tornerò a breve, ed ogni volta che lo faccio affitto gli appartamenti attraverso i siti di prenotazione più conosciuti che vengono utilizzati da tutto il mondo. Pago anticipatamente con carta di credito. Quindi i miei spostamenti sono tutti tracciati. Perché lo faccio e perché ho deciso di parlare? Perché sono consapevole di non commettere alcun reato”: In riferimento ai fatti di sabato Samantha dice “Non sapevo davvero che dare false generalità fosse un reato. Io ho i documenti a posto, vivo a Roma regolarmente. L’ho fatto perché presa alla sprovvista. Ho sbagliato certo e mi dispiace, ma non sono una criminale. Non ho nulla di cui vergognarmi. Neanche di essere una escort”.

Samantha, almeno all’apparenza è una escort consapevole. “A noi si rivolgono uomini disperati o solo annoiati, non facciamo nulla di male e anche gli appartamenti che utilizziamo li affittiamo in piena regola. I nostri clienti sono facoltosi. Anche a Catanzaro ci sono politici, imprenditori, calciatori, che conosciamo da anni e che vengono da noi perché sanno che gli è garantita la massima riservatezza”.

Fin qui la versione di una donna che parla senza pregiudizi e senza filtri, una versione riportata in maniera altrettanto schietta senza alcun giudizio di sorta su un’attività, quella di meretricio appunto, che l’ordinamento non vieta e che, almeno in questo caso pare essere stata scelta con consapevolezza. Non interessa in questa sede scavare nei motivi per i quali Samantha continua ad essere una escort o perché lo sia diventata, forse però, senza intingimenti ed ipocrisie, fuori da doppie morali e falsi moralismi, sarebbe davvero il caso di provare a capire se un dibattito su una possibile evoluzione del fenomeno non sia utile a regolamentarlo nell’interesse e per il bene di tutti, forse prioritariamente proprio delle donne.