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Sanità Calabria: ecco i poteri dei Commissari

'In Calabria c'è evidentemente una volontà politica di affossare la regione'


“Non permetteremo più che i cittadini calabresi siano gli ultimi in Italia in tema di servizi sanitari, con i bilanci delle aziende sanitarie tutti falliti“. Lo ha detto il ministro della Salute Giulia Grillo, a margine della visita al centro Irccs – S. Maria Nascente della Fondazione Don Gnocchi, a Milano, in merito alla bozza di decreto sul Servizio sanitario della Calabria.

“La novità è che i commissari avranno il potere di fare il loro lavoro, cioè quello di risanare i bilanci di una regione che sostanzialmente eroga i servizi sanitari peggiori d’Italia e questo non lo dico io, ma i numeri”, ha aggiunto. “È impossibile che ciò accada, quando in realtà avrebbero tutti gli strumenti
per andare avanti, quindi c’è evidentemente una volontà politica di affossare quella regione“, ha concluso Grillo.

Il ministro Giulia Grillo ha già pronta una bozza del decreto dove sono chiari i poteri dei commissari: ecco cosa potranno fare

Verifica straordinaria per i direttori generali (da rimuovere in caso di inadempienze) e stretta su appalti e servizi per gli enti del servizio sanitario. Sono questi gli elementi portanti del decreto su “Disposizioni speciali per il rafforzamento della gestione commissariale del Servizio sanitario della Regione Calabria” prediposto dal Governo e che l’ANSA ha avuto modo di visionare in bozza.

Il provvedimento, che potrebbe essere esaminato e licenziato, secondo quanto si apprende, già la prossima settimana in un Consiglio dei ministri da tenersi in Calabria, prevede l’applicazione di una serie di speciali disposizioni valide “per diciotto mesi dalla data della sua entrata in vigore”. Una terapia d’urto a favore di una regione che sulla sanità, per il ministro, che ha potuto constatare la situazione di persona, necessita di un “cambiamento vero” da misurarsi anche “tramite azioni inedite”. In particolare l’articolo 2 del decreto stabilisce che il Commissario ad acta per il rientro dal deficit sanitario, ogni sei mesi, “è tenuto ad effettuare una verifica straordinaria sull’attività dei direttori generali delle aziende sanitarie, delle aziende ospedaliere e delle aziende ospedaliere universitarie”. In caso di valutazione negativa del Dg scatta la nomina di un Commissario straordinario, “scelto fra soggetti di comprovata competenza ed esperienza”. In caso di dissesto finanziario dell’ente, poi, il Commissario straordinario, anche avvalendosi del supporto di Agenas, Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e Guardia di finanza, effettua una verifica generale sulla gestione dell’ente. Se, inoltre, dovessero emergere “gravi e reiterate irregolarità nella gestione dei bilanci, ovvero una manifesta e reiterata incapacità nella gestione del contenzioso o comprovate disfunzioni nell’erogazione dei servizi sanitari, il Commissario straordinario propone al Commissario ad acta di disporre la gestione straordinaria dell’ente”.

Altro capitolo sensibile è quello dei servizi e degli appalti. In materia si stabilisce che gli enti si avvalgono “esclusivamente di Consip spa o, previa convenzione, di centrali di committenza di altre Regioni”. Al Commissario ad acta è demandata la predisposizione di un Piano straordinario di edilizia sanitaria e di adeguamento tecnologico della rete di emergenza, della rete ospedaliera e della rete territoriale, con valenza triennale”.

Rafforzata anche la dotazione di personale dei Carabinieri per la tutela della salute che in Calabria sarà incrementata, ai vari livelli, di 40 unità. Oltre all’indicazione, per i commissari straordinari, di predisporre entro nove mesi dalla nomina nuovi piani aziendali, la bozza si occupa anche degli enti sciolti per infiltrazioni mafiose, altra magagna tutta calabrese come dimostra il caso recente dell’Asp di Reggio. In tali casi, la Commissione straordinaria “fermi restando i compiti e le prerogative ad essa assegnati”, concorre all’attuazione degli obiettivi e “assicura la coerenza della propria gestione ai programmi relativi operativi”. 

Lo Stato prende in mano la situazione con poteri straordinari, ma limiti nel tempo, perché ciò porti davvero ad una soluzione per i cittadini calabresi. Il cambiamento vero si misura anche tramite azioni inedite – ha commentato il ministro della Salute, Giulia Grillo -. Siamo stati i primi a prendere un
provvedimento, la situazione è di emergenza”.