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AMARCORD -‘Scopri il mondo’. E il mondo arrivò a Catanzaro foto

Lo storico conduttore Giagià Rubino compie 80 anni. Con lui una carrellata di ricordi su quasi vent'anni di trasmissione. Oltre 150 mila ragazzi negli studi di Telespazio e una tv che fu laboratorio di varietà e cultura 


Di Laura Cimino

‘I ragazzi mi hanno insegnato tutto. Loro sono la freschezza, la sincerità. Sono stati vent’anni bellissimi, emozionanti. Prima delle trasmissioni mi sedevo a lungo a parlare con loro, studenti da ogni angolo della Calabria, e con gli insegnanti’. A parlare è Giagià Rubino, che oggi compie ottant’anni, (a lui gli auguri dalla direzione e la redazione di Catanzaroinforma) e oggi ricorda un pezzo di storia catanzarese, calabrese, italiana, europea. Mondiale. Quello che fu Scopri il mondo. Che voleva guardare oltre, lontano, già dalla sigla. Che mescolava identità locale e internazionalità.

La trasmissione cult di Telespazio Calabria da lui curata e condotta che portò a Catanzaro, dal ’79 al ’98 circa 70 scuole dalla Calabria per ogni anno e oltre 150 mila studenti a Catanzaro da ogni angolo della regione. Partivano i meravigliosi anni ’80 e Scopri il mondo fu un contenitore televisivo geniale e all’avanguardia. Il simbolo della trasmissione una mongolfiera. La leggerezza, la scoperta, il senso dell’avventura, quella della conoscenza. Scopri il mondo puntò sulla cultura.

Erano gli anni di una tv educata, istruttiva, che sceglieva di intrattenere ma sempre con garbo, una televisione che aveva una funzione sociale, aggregativa, che voleva essere un micro laboratorio di cultura. Con le vallette perbene e un varietà ‘fatto di giochi educativi, rebus, salute – racconta Rubino – commedie, giochi di società, spettacolo, moltissima danza, con protagonisti assoluti i ragazzi delle scuole. L’intelligenza di una telvisione colta e insieme popolare e identitaria, da cui tutti erano passati, in cui tutti si riconoscevano. Perché nella scuola – prosegue Giagià Rubino – volevamo portare gli stimoli culturali di una società in crescita, e nella cultura i giovani che volevano conoscere. L’editore Toni Boemi ebbe l’intelligenza di saper scegliere una produzione la cui formula di successo durò fino alla fine, per quasi vent’anni. Da un’idea all’origine di Orazio Commodaro e mia’.

E da Catanzaro passavano e ripassavano i volti noti della tv nazionale di quegli anni, da Pippo Baudo a Enzo Tortora, da Lorella Cuccarini alle storiche annunciatrici Rai, Rita Pavone e Teddi Reno ‘prendevano’ dalla Calabria da autentici talent scout e, per dirne una, Elisabetta Gregoraci da Soverato muoveva con tanta ambizione i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo.

‘Fu una tv dagli studi sempre più spettacolari, da tempi precisi, canovacci, scalette da rispettare, professionalità, ore e ore, giornate intere di preparazione per ogni puntata – a ricordare è sempre Giagià Rubino – per me che venivo da un mondo diverso, perché mi occupavo di sanità per la Regione Calabria, divenne un hobby che mi fece scoprire nuovi aspetti di me stesso, quasi una seconda pelle’. ‘Fu un prodotto tv che coinvolse tante professionalità che mi piace ricordare, figure professionali di grande valore, Riccardo Di Nardo,  Davide Lamanna, Maria Pia Talarico, Pino Iannì, molti altri ancora, impossibile nominarli tutti. Gabriella Gualtieri segretaria di produzione della trasmissione. Fu un lavoro di squadra con tempi di preparazione davvero lunghi e seri. Già da giugno si iniziavano a organizzare gli inviti per le scuole convocate da tutta la Calabria.

Da Mandatoriccio a Condofuri, da Castrovillari a Delianuova, da Laino Borgo a Limbadi, a Longobucco, a Taurianova. Ogni luogo della Calabria. Parola d’ordine scoperta, cultura, divertimento conoscenza. Tantissimi insegnanti e tutti i provveditori agli studi vennero a Catanzaro. Era la Calabria che socializzava, che si incontrava e si apriva attraverso i più giovani’.

Erano le tradizioni che si volevano conservare, come identità, e insieme l’Europa unita come scenario non più possibile ma reale. Il progresso di una Calabria tra antiche povertà e primi scoppi di un boom economico che arrivava anche qui. ‘Poi gli studenti facevano amicizia, nascevano  legami – prosegue nel racconto Giagià Rubino – e si spedivano le lettere da una parte all’altra della Calabria’.

Un televisione che aveva saputo vedere avanti, individuando nell’energia dei ragazzi tutto un mondo in un altro mondo da scoprire. Una trasmissione che si identificò nel suo conduttore, Giagià Rubino.

Che seppe interpretarla con semplicità ed eleganza. ‘Scopri il mondo fu una bottega – dice ancora – dove tutto era vero e nostro, e i ragazzi ne erano i protagonisti assoluti. Negli studi si appassionavano a capire come si fa un telegiornale e scrutare tra luci del palcoscenico, divertimento, diretta, improvvisazione, giochi della regia. Furono anni bellissimi, emozionanti, in cui la Calabria fu conosciuta attraverso i suoi studenti, che fecero da specchio alla società, in cui le tradizioni, i saperi, l’artigianato, il territorio, tutti i territori, passarono per il capoluogo, ridando centralità alla città attraverso la tv, e la città si arricchì grazie alle esperienze più diverse – conclude emozionandosi Giagià Rubino – di tutta la Calabria’.