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Cibi di strada, morzello protagonista (CON VIDEO)

All’illustrissimo sono dedicate otto pagine del libro di Stanislao Porzio presentato da Slow Food

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di Daniela Amatruda

Se non è proprio il protagonista assoluto, il morzello catanzarese si è ritagliato uno spazio molto importante nella narrazione che Stanislao Porzio fa dei cibi di strada del Sud. Ben otto pagine del suo libro sono infatti dedicati a quello che più che un piatto tipico può essere definito come la vera pietanza identitaria catanzarese. Il volume è stato presentato nel corso di un incontro organizzato da Slow Food Catanzaro in collaborazione con l’Antica Congrega tre Colli e i circoli culturali Palomar e Augusto Placanica. Dopo il saluto della fiduciaria della condotta Slow Food di Catanzaro Patrizia Costantino, ad avviare una interessante chiacchierata con l’autore è stato Massimo Nisticò, che ha avuto un ruolo importante nella stesura del capitolo riguardante i cibi di strada della città di Catanzaro.

In una tipica serata invernale Nisticò insieme a Stanislao Porzio e a qualche amico catanzarese si sono incontrati in una putica catanzarese, dove davanti ad un bicchiere di buon vino si è parlato lungamente del morzello, anzi dei morzelli, perché oltre all’Illustrissimo a Catanzaro ne vengo preparati degli altri: quello di baccalà, detto anche d’a Crùcia, che veniva consumato dai controluci il venerdì, morzeddhu e minuti, ‘e ciculi, e il soffritto.

Si è parlato dell’origine, di luoghi, e uomini che nella città hanno avuto a che fare con il morzello. Slow food Catanzaro ha voluto organizzare questo incontro perché da sempre è legata alla cultura gastronomica tradizionale, ai territori e alla cultura del non spreco. In fondo il Morzello è una pietanza che utilizza materie prime di scarto, che oggi di scarto non sono più perché la trippa e gli altri stomaci dei bovini vengono denominati quinto quarto.

A portare il saluto delle rispettive associazioni Maria Teresa Stranieri e Venturino Lazzaro. È toccato infine a Stefano Alcaro, presidente dell’Antica Congrega Tre Colli, spiegare cosa l’associazione sta facendo per dare visibilità a questa meravigliosa pietanza in ben 34 anni di attività. L’attività della Congrega è tutta protesa alla salvaguardia delle trattorie tipiche catanzaresi, le putìche, che stanno affrontando un periodo piuttosto negativo in quanto i “puticari” più anziani non riescono a tramandare l’attività ai più giovani.

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