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Sinappe incontra senatrice Granato

Il sindacato di Polizia discute con la parlamentare 5stelle dei casi di aggressione subita dalla Polizia penitenziaria


A seguito dei recenti, e continui, casi di aggressione ad opera di detenuti, che ha visto coinvolto il personale di Polizia Penitenziaria operante all’interno dell’Istituto Penitenziario di Catanzaro, una rappresentanza del Si.N.A.P.Pe. composta dal Segretario Regionale Roberto MAGRO ed i delegati Domenica CONTINANZA e Natale COLOSIMO, è stata oggi ricevuta dalla Senatrice Bianca Laura GRANATO. 

L’interlocuzione con la Portavoce in Senato del Movimento 5 Stelle, è stata l’occasione per fare il punto su alcune criticità che quotidianamente il personale di Polizia Penitenziaria si trova ad affrontare nell’esplicazione del proprio turno di servizio.

Il fenomeno delle aggressioni che oltre all’istituto di Catanzaro è afferente anche al resto dei penitenziari nazionali, è solo la punta di un iceberg di un sistema di riorganizzazione e differenziazione dei circuiti penitenziari che seppur previsto dall’art. 115 del DPR230/2000, non è stato ancora attuato. La senatrice Granato nel prendere atto e nel condannare tale fenomeno  ha espresso la propria solidarietà e vicinanza a tutti gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, ed in particolar modo agli agenti coinvolti nelle aggressioni. Nell’affrontare questa delicata tematica e nella ricerca di possibili soluzioni d’impatto forte ed immediato i delegati sindacali hanno proposto alla referente del movimento pentastellato un intervento in ambito normativo e nella fattispecie l’estensione della pena sanzionatoria prevista dall’art. 583 quater del codice penale anche in caso di lesioni personali gravi, da parte dei detenuti, al personale di polizia penitenziaria operante negli istituti di pena.

Il Segretario Regionale, ha poi illustrato altri temi, quali la carenza cronica di Agenti di Polizia Penitenziaria, il sovraffollamento con conseguente fallimento della cosiddetta “sorveglianza dinamica”, i piantonamenti in corsia sempre troppo frequenti grazie anche ad un servizio sanitario interno all’istituto che accede troppo facilmente all’ausilio dei luoghi esterni di cura non solo per i ricoveri ma anche per semplici visite di routine. La riattivazione dell’aula bunker annessa al carcere di Siano è stata un’altra proposta messa in luce dal sindacato per poter trattare i grossi processi di mafia, attualmente in corso, in condizioni di sicurezza e con un conseguente e consistente risparmio di spese oltre che di mezzi e uomini.

A livello regionale è stata poi trattata la mancanza di un Direttore e di un Comandante in pianta stabile in molti istituti della Calabria e come naturale conseguenza la necessità della nomina di un Provveditore Regionale perché di vitale importanza per affrontare in sinergia le tematiche finora esposte nonché per il giusto coordinamento di tutte le strutture calabresi.
Infine, in una prospettiva speculare alle problematiche dell’istituto di Catanzaro, è stato anche posto l’accento sulla chiusura del carcere di Lamezia Terme che con la sua recettività di una media di cento detenuti è sempre stato un supporto e una valvola di sfogo per la circondariale di Siano oltre che un complemento naturale della procura lametina e delle forze di polizia operanti in una città ad alto indice mafioso. Attraverso il piano della  riconversione, legittimato dall’art.7 del decreto semplificazioni, già convertito in legge, si potrebbe aprire uno spiraglio per la riconversione della struttura che tra l’altro era già stata oggetto di un’importante ristrutturazione nonché di adeguamento ai parametri dettati dalla sentenza Torreggiani.

L’incontro si è concluso con l’impegno della Senatrice Bianca Laura Granato di attivarsi fin da subito nelle opportune sedi parlamentari nonché di avere a breve un confronto con la Dirigente della Casa Circondariale di Catanzaro al fine di approfondire ulteriormente le tematiche oggi trattate.