Impazza il turismo di cascate e fiumi nel catanzarese

Fenomeno diffuso a Sersale, ma anche Zagarise, Cerva e Petronà


Se è vero che la Calabria è terra di mare e sul mare, non è meno vero che la Calabria è tanto altro ancora.
Ne sanno qualcosa i paesi della provincia di Catanzaro, siamo nell’entroterra del catanzarese, dove impazza il fenomeno del turismo collegato a fiumi e cascate.

Dovunque scorre acqua dolce e fredda, meraviglioso retaggio dei monti della Sila, lì è un continuo andirivieni di turisti, tanti di loro arrivano dal nord e sono felici di anteporre i solitari boschi alla affollate spiagge.

Qualche esempio di siti da visitare? Sersale fa scuola con la riserva regionale Valli Cupe e le sue gole profonde, con un centinaio di spettacolari cascate. Qui è possibile fare anche il bagno perché si creano, tra rocce e dirupi, delle caratteristiche pozze d’acqua corrente. Sersale e non solo Sersale, in fatto di cascate e fiumare  anche Zagarise, Cerva, Petronà e la vicina Mesoraca hanno tanto da raccontare. Sono scenari naturalistici che lasciano basiti, sono luoghi maestosi che indicano nella Calabria la Regione dove, forse più che altrove, il monte è fratello del mare.

Non è il primo anno che dilaga questo tipo di turismo associato ai fiumi e forse è arrivato il momento per la Regione Calabria di  valorizzarne le inespresse potenzialità che non vanno sottovalutate perché portano persone, soldi e turismo in luoghi  che, seppur  lontani dai riflettori, custodiscono importanti memorie e bellezze paesaggistiche straordinarie: non meritano lo spopolamento.

Enzo Bubbo