Quantcast

Riorganizzazione sistema servizi sociali, delusione Terzo settore

A scivere il comparto di Catanzaro e Soverato che parla di: 'Quanto di più lontano si sarebbe potuto immaginare a fronte degli atavici ritardi'


“Un semplice regolamento di riorganizzazione del sistema dei servizi e delle politiche sociali non si presta ad alcuna forma di osannante soddisfazione”. Lo scrive in una nota il Forum Terzo Settore Catanzaro Soverato.
“In particolare quanto approvato dalla Giunta regionale e successivamente dalla III Commissione del Consiglio Regionale rappresenta quanto di più riduttivo avrebbe potuto emanarsi in questa fase della politica calabrese e quanto di più lontano si sarebbe potuto immaginare a fronte degli atavici ritardi di un necessario e vero intervento di riforma di un welfare ormai allo stremo e che colloca la Calabria all’ultimo posto fra le regioni italiane.
E’ per questo motivo che la soddisfazione espressa da più parti appare del tutto spropositata e fuori luogo.
Le motivazioni che ci spingono ad esprimere una profonda delusione e insoddisfazione possono essere sintetizzate nelle seguenti considerazioni.

  • Il provvedimento è assolutamente debole nella sua strutturazione giuridica e si presta a fondati ricorsi legali che potrebbero determinarne l’annullamento;
  • Lo stesso soggetto proponente appare cosciente dei limiti e degli errori tanto da prevedere successivi e necessari interventi correttivi;
  • Il rischio di crisi del settore è rilevante e può determinare gravi conseguenze per l’entità e la qualità dei servizi erogati già di per sé insufficienti e bisognosi di ben altri interventi riorganizzativi e strutturali;
  • La possibilità di aprire a nuovi accrediti, pur necessari (non siamo i difensori dello status quo!), ha in se il rischio di avviare una fase di forti pressioni clientelari e di relativo avventurismo imprenditoriale;
  • Il ritardo accusato dalla riforma del sociale determina condizioni di difficoltà anche per lo stesso sistema sanitario sia per l‘utilizzo di risorse destinate al sociale e dirottate al S.S.R. e sia perché il mancato miglioramento delle condizioni socio-ambientali pregiudicano ogni seria politica di prevenzione che, viceversa, sta alla base di un sistema sanitario adeguato ai bisogni primari quali il benessere e la salute dell’individuo. 

E’ per tutto ciò che non possiamo aggregarci al coro degli entusiasti, peraltro abbastanza stonato.
Richiediamo, invece l’immediato accantonamento del provvedimento e un impegno eccezionale di tipo veramente riformatorio capace, fra l’altro, di impedire che anche il sociale, come vari altri settori, possa essere commissariato”.