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Acquamala, Gratteri: ‘Nessuno interviene perché chi è coinvolto vota’

Il procuratore di Catanzaro commenta così l'operazione di oggi: 'Chi è preposto ad intervenire, Comuni, Regioni, Stato centrale, non lo fa perché non è mediaticamente conveniente' (VIDEO)


“Di zone dove si vende droga alla luce del sole in Italia ce ne sono tante, ma nessuno interviene sul piano sociale, dopo operazioni come quella di stamattina, perché è faticoso e non è conveniente dal punto di vista mediatico e, se vogliamo, anche elettorale”. Lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, nel corso della conferenza stampa sull’operazione “Acquamala” che ha portato all’arresto di 13 persone, presunte componenti di un’organizzazione criminale che avrebbe spacciato droga anche vicino alcune scuole utilizzando minori.

 

“Purtroppo – ha aggiunto Gratteri – c’è una alta percentuale di consumatori di tutte le droghe possibili, ma per debellare questi fenomeni non serve solo il livello giudiziario. Quando si arrestano gli spacciatori spesso questi sono anche tossicodipendenti che non vogliono andare in comunità. Fanno il carcere, ma quando escono riprendono a spacciare perché non sanno fare altro. E sul piano sociale tutti stanno a guardare. Chi è preposto ad intervenire, Comuni, Regioni, Stato centrale, non lo fa perché non è mediaticamente conveniente. Se parliamo, per esempio, di abusivismo edilizio, é conveniente se noi andiamo con la ruspa a buttare giù capanni o magazzini dicendo che così abbiamo risolto il problema in quell’area, ma in realtà lo abbiamo solo spostato. La gente, non avendo altro, non avendo alternative sociali, costruirà un altro villaggio abusivo. E allo stesso modo, parlando di droga, c’é chi continuerà a vendere cocaina perché nessuno interviene”.

“In realtà, sul piano giudiziario – ha detto ancora il Procuratore di Catanzaro – servirebbe un sistema più severo e più proporzionato alla realtà criminale che dobbiamo affrontare, ma é sul piano sociale che nessuno si impegna per risolvere questa situazione perché è faticoso ma anche perché chi é coinvolto in queste vicende vota e fa votare“.

 

IL LIBRO MASTRO 

C’e’ anche il “libro mastro” su cui erano annotati i rapporti di credito o debito dell’organizzazione con i fornitori e con gli acquirenti delle sostanze stupefacenti tra il materiale sequestrato dai Carabinieri di Crotone che stamane hanno eseguito in varie province un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Catanzaro, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di alcuni dei 57 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti con attivita’ di spaccio anche nei pressi di scuole e con il coinvolgimento di minori. A 10 indagati e’ stata applicata la custodia in carcere, ad altri 3 gli arresti domiciliari, per 5 e’ stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza. Nei confronti dei restanti indagati sono stati eseguiti 39 decreti di perquisizione domiciliare.

 

LA ‘NDRANGHETA HA SUBAPPALTATO IL SETTORE

L’importanza di questa indagine, che sembrerebbe di poco conto perche’ colpisce una rete di spaccio, e’ invece fondamentale per la conoscenza delle modalita’ di spaccio e della relativa pericolosita’. La ‘ndrangheta non spaccia piu’, ha subappaltato questo settore e i rom in Calabria sono specializzati e senza scrupoli tanto che vendono davanti alle scuole. Per questo le indagini, per quanto faticose e difficili, vanno incrementate“.

E’ quanto ha detto inoltre Gratteri, nel corso della conferenza stampa “L’indagine – ha spiegato Gratteri – ha infatti svelato l’esistenza di un’ organizzazione di rom ramificata in diverse province dedita allo spaccio di droga e capace di interfacciarsi con le grandi famiglie di ‘ndrangheta”. E l’operazione portata a termine questa mattina dai carabinieri di Crotone e’ “fondamentale”, ha spiegato, in quanto sgomina una modalita’ di spaccio “allarmante in quanto vendendo droga davanti alle scuole si rovina il futuro dei ragazzi e delle loro famiglie”.

Il procuratore aggiunto, Vincenzo Luberto, ha sottolineato i collegamenti tra l’associazione dei rom di Crotone con famiglie del reggino dove acquistavano la droga: “E’ emersa in questa indagine – ha detto – la capacita’ dei Rom di gestire canali di approvvigionamento importanti come quello della cocaina con la famiglia Raso di Rizziconi. Investigare sui rom ci ha permesso di trovare le alleanze in ambito regionale ed avere conferma dell’esistenza di una organizzazione interprovinciale di rom dedita alle attivita’ criminali come lo spaccio di droga, il furto ai portavalori o quelli di auto”