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Prescrizione, Scuteri: ‘Le bugie di una riforma populista’

Il presidente della locale Camera Penale, avvocato Massimo Scuteri, fa il bilancio al termine della tavola rotonda dal titolo 'La nuova prescrizione - Fine Processo…Mai!'


“Un sasso gettato nello stagno che è riuscito a mettere intorno allo stesso tavolo i vari protagonisti del processo penale che all’unisono hanno fatto capire che il male della Giustizia non è certo la prescrizione”. Il presidente della locale Camera Penale, avvocato Massimo Scuteri, fa il suo personale bilancio al termine della riuscitissima e molto apprezzata tavola rotonda dal titolo “La nuova prescrizione – Fine Processo…Mai!” Le bugie di una riforma populista, che, in mattinata, presso la Sala delle Culture di Palazzo di Vetro, ha registrato la partecipazione di magistrati, avvocati, giuristi e rappresentanti del mondo politico e istituzionale.

“Unitamente al direttivo – prosegue Scuteri – non posso che esprimere viva soddisfazione per il lavoro svolto e per l’idea portata avanti. Faccio mie, quindi, le parole del presidente dell’UCPI, Gian Domenico Caiazza, che ha preso spunto dall’intervento del Procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri. Quest’ultimo, infatti, non può certo essere sospettato di simpatie per le idee dei penalisti italiani sul processo penale, opposte alla sue a tutto campo, dai criteri di esercizio dell’azione penale all’uso della custodia cautelare, dalle modalità di acquisizione della prova dibattimentale all’ergastolo ostativo. Eppure lo stesso Gratteri ha evidenziato testualmente: ‘Ho più volte detto che il problema non è la prescrizione. La prescrizione è un problema a valle, vuol dire non risolvere i problemi della giustizia. Un legislatore o uno statista deve porsi un’altra domanda: per quale motivo i processi, i fascicoli rimangono fermi 5-6 anni negli armadi dei pubblici ministeri e 4-5 anni negli armadi dei giudici. Questa è la mamma di tutte le domande. Nel momento in cui si risolve questo problema a monte poi non parleremmo più di prescrizione’”.

“Da qui – conclude Scuteri – una domanda non può che sorgere spontanea come affermato dal presidente dell’UCPI: se perfino uno dei magistrati più lontani dal punto di vista degli avvocati si esprime in questo modo, vorrà il Ministro Bonafede comprendere che si è incamminato su una strada non solo vuotamente propagandistica, ma soprattutto controproducente e pericolosa? Ci auguriamo che qualcuno, a cominciare dal Ministro della Giustizia Bonafede fino ai vari parlamentari Cinquestelle ed ai non pochi parlamentari PD ancora incerti, vogliano riflettere su quanto dichiarato dal dott. Gratteri“.