Vicenda Accademia Belle Arti: Abramo scrive a ministro dell’Istruzione

'Ritengo che un suo intervento sarebbe quanto mai gradito, opportuno e assolutamente risolutivo'


Due pagine inviate ufficialmente al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti, per mettere sotto i riflettori, anche a livello nazionale, la vicenda dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, che da pochi giorni ha iniziato le proprie attività didattiche all’interno dell’immobile, noto come ex Educandato, completamente ristrutturato dall’amministrazione comunale. 

Il testo, scritto e firmato dal sindaco Sergio Abramo, è stato inviato al responsabile del Miur il 21 novembre, e puntualizza una serie di questioni oltre a richiamare per intero il lungo percorso di realizzazione dei lavori di riqualificazione dell’edificio, definito come «il migliore fra quelli di proprietà comunale», un «gioiello patrimoniale» per il suo «contesto architettonico di pregio», gli «ambienti riqualificati e dotati di tecnologie moderne». 

Eloquenti, ancora, alcune precisazioni sulla querelle, nata negli ultimi mesi, fra l’amministrazione comunale e il direttore dell’Accademia di Belle arti, Vittorio Politano, che ha «manifestato la necessità di altri immobili atti a ospitare ulteriori attività didattiche». Circostanza nella quale, immagina il sindaco, «con verosimile certezza», «un probabile intento di demandare eventuali e nuove responsabilità all’Amministrazione Comunale nel caso in cui l’individuazione di nuovi locali non fosse possibile».

Il documento sottolinea che il 18 novembre scorso «l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro ha dato inizio alle lezioni dell’Anno Accademico 2109/2020 nei locali dell’ex Educandato. Su proposta del sottoscritto, condivisa all’unanimità dal Consiglio Comunale, tale immobile, situato nel cuore del centro storico cittadino, è stato dato in concessione trentennale gratuita alla stessa Accademia dopo essere stato oggetto, recentemente, di importanti lavori di ristrutturazione, comprensivi di adeguamenti strutturali ed impiantistici, per l’importo di circa 6,4 milioni di euro».

Abramo ha aggiunto come si tratti di «un tassello importante che rientra nell’ampia programmazione finalizzata al rilancio della parte antica della Città, la quale ha inteso donare uno dei suoi “gioielli patrimoniali” più importanti alla nuova generazione di Creativi ed Artisti che ivi svolgeranno la propria attività. Riconoscendo l’importanza di ospitare in pieno centro l’Accademia delle Belle Arti, sono state sacrificate, con consapevole lungimiranza, le esigenze di uffici comunali, scuole e caserme, ritenendo la scelta effettuata un investimento prioritario, in primis per la Città, non senza tuttavia trascurare i vantaggi per gli allievi ed i docenti della medesima Accademia derivanti dal poter operare in contesti architettonici di pregio, ambienti riqualificati e dotati di tecnologie moderne che, nel complesso, conferiscono all’ex Educandato l’etichetta del miglior edificio fra quelli di proprietà comunale».

Il sindaco ha inoltre ribadito che «la concessione gratuita dell’immobile non è stata un sacrificio, così come non lo sono stati gli oneri sostenuti per il consumo di energia elettrica nel periodo in cui l’immobile era già stato consegnato all’ABA, la concessione all’uso della villa comunale, alla quale si accede direttamente dall’ex Educandato, per lo svolgimento di mostre e le estemporanee di pittura nonché, da ultimo, la concessione all’uso del Teatro Politeama: un’Amministrazione attenta e lungimirante ha infatti il dovere di accompagnare ed agevolare, con priorità assoluta, i percorsi accademici che, opportunamente contestualizzati, possono trasformarsi in eccellenza».

Poi l’affondo chiaramente diretto a Politano: «Ma se tutto ciò non ha rappresentato un sacrificio perché finalizzato ad una strategia di ripresa del cuore della Città, non può nel contempo interpretarsi come atto dovuto per coloro i quali – all’interno dell’Accademia, “responsabili dell’andamento didattico, scientifico ed artistico” – hanno ritenuto di criticare, spesso attraverso inopportune campagne mediatiche, l’operato dell’Amministrazione Comunale. Quest’ultima, infatti, non è responsabile della mancanza di quegli spazi necessari per svolgere ulteriori attività o di scelte, anche di carattere economico, che sono in capo esclusivamente all’ABA o ad organi ad essa sovraordinati, e non certo all’Amministrazione Comunale, la quale si è fatta comunque carico, anche superando i limiti del possibile, delle esigenze continuamente manifestate. E se da ultimo, con lettera aperta pubblicata dagli organi di stampa, il Direttore dell’ABA ha manifestato la necessità di altri immobili atti a ospitare ulteriori attività didattiche, mi sia  consentito immaginare, con verosimile certezza, un probabile intento di demandare eventuali e nuove responsabilità all’Amministrazione Comunale nel caso in cui l’individuazione di nuovi locali non fosse possibile».

E ancora: «Il confronto e le collaborazioni istituzionali, Onorevole Ministro, si attuano in maniera diretta e ritengo siano composte anche da proposte e condivisioni che, nell’ambito di una normale dialettica, non devono tuttavia travalicare in provocazioni e strumentalizzazioni che certamente non aiutano a perseguire obiettivi: in tal senso ritengo che un suo intervento sarebbe quanto mai gradito, opportuno e, ritengo, assolutamente risolutivo».

In chiusura, l’invito a Fioramonti a visitare la Città e la sua Accademia: «E’ per questo che, con spirito pro-attivo, La invito a Catanzaro per visitare la Città e, soprattutto, perché possa tangibilmente prendere atto di quanto ho inteso accoratamente esprimerLe, senza polemica, ma con velata delusione».