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Nella versione catanzarse del Monopoli c’è tutta la città FOTO

Si passa da via Buccarelli, si compra il lungomare e si paga la tassa sul Morzello


Si parte dal Sansinato e si percorre tutta la città, quartiere dopo quartiere, a bordo della macchina, perché, si sa, i catanzaresi sono abituati a muoversi in auto anche per brevi tragitti. Si passa da via Buccarelli, dai Giardini e dallo Stadio, si sosta al Musofalo, al Carcere di Siano, si paga la tassa sul Morzello e quella del “gaddhu ccu i moli“.

Si può comprare il lungomare e la Torre Cavallara, diventare proprietari della Calabro Lucana, dell’AMC o del Marca. Insomma con il gioco da tavolo ‘Vento e Colli’, versione catanzarese del Monopoli, si esplora tutta la città di Catanzaro, i suoi luoghi più celebri, le sue usanze e la sua storia. Il gioco, ideato interamente da Gianlorenzo Perri, giovane catanzarese, è nato un po’ per caso, e ripropone a grandi linee il famoso gioco da tavolo Statunitense, con nuove originali regole e sfumature tutte catanzaresi. 

“L’idea è nata un po’ per caso, dal mio amore per il Monopoli e per la città di Catanzaro – ha raccontato Gianlorenzo – ho iniziato con una versione privata per me e la mia famiglia, che si è trasformata in varie versioni fino ad arrivare a quella attuale. “E nel pomeriggio di oggi, presso la fumetteria Comic’s Friends di Catanzaro, alcuni curiosi hanno potuto scoprire le regole di ‘Vento e colli’ insieme a Gianlorenzo e sfidarsi al gioco che rappresenta in toto il capoluogo: “Mi sono impegnato affinché tutti i catanzaresi giocando potessero ritrovare i luoghi della propria città, era impossibile riproporli tutti, ma ho cercato di rappresentare un po’ tutti i quartieri – ha proseguito – mi piacerebbe che sfidandosi a Vento e Colli si potresse riscoprire quel senso di unione e apparentenenza alla città, ecco perché ho voluto raccogliere sul tavolo da gioco molti aspetti della nostra città.

“Certamente non sarà difficile riuscire nell’intento perché il gioco non tralascia proprio nulla. Ognuno può ritrovare il suo ‘luogo del cuore’, modi di dire tipici del linguaggio familiare, quei tratti di storia a cui si è legati. Basta infatti un ‘E mo?’ dell’imprevisto o pagare con una banconota che ripropone l’immagine di Giangurgolo, U Ciaciu, Palanca o San Vitaliano per riscoprire la catanzaresita’ di cui tutti vanno fieri.

Maria Teresa Rotundo