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Per la prima volta un calabrese nel direttivo della Siedp

Di Catanzaro, Felice Citriniti ha candidato e ottenuto, insieme agli altri colleghi della Rete Diabetologica Pediatrica Calabrese, il capoluogo come sede del congresso nazionale della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica


Per la prima volta un calabrese, di Catanzaro, è stato votato per entrare a far parte del direttivo di un grossa società scientifica come la Siedp, Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica. 
Si tratta del dottore Felice Citriniti, pediatra diabetologo dell’ospedale Pugliese di Catanzaro, che nei giorni scorsi ha ricevuto la notizia della sua elezione. “È un vero e proprio impegno – ha detto a Catanzaroinforma il dottore Citriniti – ma certamente una grande soddisfazione perché è la prima volta che succede”.

E se di primati per la Calabria e Catanzaro si vuole parlare, quello che il dottore Citriniti, anche con il lavoro dell’associazione di cui è componente come la Agd, Giovani diabetici, con la sua sede di Catanzaro, ma presente in tutta la regione, la cui rete è coordinata dal dottor Francesco Mammì, ha ottenuto che il capoluogo sia la sede del prossimo congresso nazionale del Comitato scientifico della Siedp nel 2021. 
“Una scelta che è avvenuta con la votazione online – ha spiegato Felice Citriniti -. Catanzaro si è confrontata con città del Nord ed è uscita vincitrice, votata da tutta l’Italia”.

La candidatura del capoluogo è stata presentata due anni fa a Padova e la scelta è avvenuta a Milano, nel corso dell’ultimo congresso. I prossimi anni saranno duri anche perché ora è chiara la sede, ma gli argomenti di una tre giorni impegnativa sulla pediatria in ambito diabetologico e endocrinologico saranno scelti dal comitato scientifico di cui il dottore è parte.

Comitato che discute di diversi argomenti e sul cui tavolo Felice Citriniti non esiterà a portare le problematiche della sua terra che sono tante: “Facendo parte di questo direttivo potrò metterle sul tavolo e anche a livello ministeriale si potrà fare – ha concluso il dottore – una commissione per cercare di risolverli. Uno su tutti, per esempio: la legge stabilisce che quando viene visto un paziente, magari con diabete, ci dovrebbe essere un team composto dal medico, dal dietista, da uno psicologo e un’infermiera. Questo è il team che noi sogniamo e siamo lontani dall’avere. È chiaro che un paziente diabetico pediatrico dovrebbe essere seguito a 360° perché impegna non solo il paziente, ma tutta la famiglia, la scuola, visto che deve essere gestita”.

A.L.