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‘Radici nel vento’: passione per il Catanzaro sempre presente

Presentato nell'ambito del 'Gutenberg' il libro di Pier Vincenzo Gigliotti


No, non c’è niente da fare: passano gli anni, le delusioni, i fallimenti eppure la passione per il Catanzaro calcio è sempre presente. Basta una fiammella per farla riaccendere. Basta la presentazione di un libro come “Radici nel vento” di Pier Vincenzo Gigliotti per lanciare messaggi di speranza e raccontare belle storie di amore, amicizia, sport e vita. Tutto racchiuso nel romanzo dell’avvocato catanzarese, responsabile anche dei progetti speciali dell’Us, presentato al liceo “Galluppi” nell’ambito della celebre rassegna “Gutenberg”. 

Davanti a una nutrita schiera di studenti l’autore ha illustrato questo testo che, come ha sottolineato il presidente del Catanzaro Floriano Noto, “racchiude 3 concetti fondamentali: l’amore verso la famiglia, l’amicizia e la passione verso il calcio, valori su cui una società deve poggiarsi. Un libro anche che fa capire l’importanza dello sport in generale come scuola di vita, che dà ordine e valori”. 

Messaggio importante, il primo emerso nella mattinata, dato alle nuove generazioni a cui “questo romanzo è rivolto – afferma la responsabile di “Gutenberg” Vittoria Amantea – perché parla di un senso di comunità e identità che all’epoca dei fatti (anni 70/80) coinvolgeva un’intera città, anche chi non seguiva il calcio”. E così il quartiere San Leonardo era il cuore pulsante del capoluogo la domenica e lo stadio era quel luogo magico dove “si stava insieme senza problemi, dove era sempre una festa”, come sottolineato dalla preside dell’istituto Elena De Filippis. 

“Radici nel vento” e la passione quindi, ma non solo. Perché nel testo fluido di Gigliotti c’è anche e soprattutto la storia del rapporto tra l’autore e il padre. Un rapporto reso saldo proprio dall’andare quelle domeniche allo stadio, quando, come scrive l’autore, “stringere la sua mano mi dava un grande beneficio fisico”. “E poi – continua – c’era lo stadio, la casa delle emozioni, quelle che provavo anche quando, coperto dagli adulti più alti, non vedevo nulla”.

Ma innamorarsi del Catanzaro per Gigliotti è stato fin troppo facile: la possibilità di cementare il rapporto col padre, Palanca che segna al Como il gol che vale la serie A nel giorno del suo compleanno e poi quel caso di avere come vicini di casa prima Claudio Ranieri poi proprio “O’Rey”, di avere i miti di bambino nella porta di fronte casa. Già, miti che diventavano reali all’epoca, che “puoi vedere fare la spesa nel tuo stesso supermercato o, come mi è capitato, invitare a pranzo come è successo con Palanca che apprezzò molto il  morzello”. 

Episodio segnante, ancora più di quello che nel libro viene preso a esempio per descrivere la storia di passione, amore e amicizia che si legge a chiare lettere nel romanzo. “Era il 14 febbraio, non a caso giorno di San Valentino, e Palanca deve tirare un rigore importantissimo che avrebbe potuto cambiare la storia del calcio catanzarese e della città, perché credo fortemente che per il destino del Catanzaro calcio passi quello del capoluogo”. Palanca sbaglierà quel rigore ma quel giorno diventa eroe perché “ha dimostrato umanità, attaccamento viscerale alla maglia e forse ha fallito per troppo amore come a volte capita ai padri nei confronti dei figli”. “Ma quel giorno – ha proseguito Gigliotti – Palanca si è preso il coraggio di una decisione importantissima. Questo capiterà anche a voi nella vita, ci saranno tanti calci di rigore da tirare nel corso degli anni”. 

Messaggi forti, ancora più rilevanti perché imboccati ad un pubblico giovanissimo, futuro del mondo. “Una generazione nella quale vedo scoramento, in cui non ci sono più sogni né passioni, manca la motivazione”. Il grido di allarme dell’autore, condiviso anche dall’ex preside Vitale che ha invitato gli studenti attivi a creare “una comunità studentesca per il bene della città”. Una rivoluzione culturale difficile però se si pensa che manca quel senso di riscatto presente ai tempi del Catanzaro in serie A che, come emerge dalle pagine di “Radici nel vento”, i calciatori sentivano forte spingendoli a dare il 101%. Uno spirito di attaccamento alimentato dalla città e dal presidente Ceravolo, la cui figlia Mariella ha tenuto a sottolineare come il padre Nicola “era orgoglioso che grazie a lui la Calabria intera fosse conosciuta in tutta Italia”.