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Catanzaro, il murales per Manuel Folino:’I tuoi occhi ci accompagnano’ foto

L’opera è stata fortemente voluta dagli amici del giovane di Catanzaro scomparso un anno fa, che ringraziano per l’impegno l’assessore Sculco e l’Anas, e realizzata dall’artista Claudio Chiaravalloti: ‘E’ il muro dell’amicizia’


Di Laura Cimino

Manuel vive. Manuel c’è. Quando passi da quella strada di Siano, i suoi occhi gioiosi, scanzonati, dal murales non ti abbandonano più finché non svolti la via.

Manuel c’è sempre stato, c’è ogni giorno, in tutto quello che facciamo. Oggi grazie all’artista Claudio Chiaravalloti, a tutti i suoi amici e alle istituzioni cittadine che con impegno e amore hanno fatto la loro parte, Manuel c’è più che mai’.

Raccontano, Ivan De Rosa e Vitaliano Talarico, amici da sempre di Manuel Folino, scomparso il 18 dicembre 2018, poco più di un anno fa, in un incidente stradale. Raccontano e nei loro occhi passa di tutto.

La rabbia, il dolore, l’ilarità. Cioè quella gioia, quella vitalità, quell’allegria che solo Manuel sapeva spalmare intorno a sé, tutti i giorni, riportando luce anche nelle giornate buie. Quella luce, i suoi amici, i suoi familiari, i suoi cari, hanno voluto in qualche modo restituirgliela. E come accade in ogni storia d’amore, è stata trasmessa.

Da Ivan a Claudio. Artista e writer dal 2001, Claudio Chiaravalloti ha realizzato in via dei Tulipani il grande murales (sedici metri e mezzo di lunghezza per quattro e mezzo di altezza) un lavoro che lo ha impegnato per giorni e giorni e che ha portato con sé come dei piccoli miracoli.

‘Noi crediamo che sia Manuel che ‘dirige’ tutto da qualche parte – spiega Claudio Chiaravalloti – perché, ad esempio, io ed Ivan non ci conoscevamo e oggi è già come un altro fratello. Per creare occorre avere emozioni, Ivan me le ha sapute trasmettere tutte e io le ho a mia volta trasferite in questo lavoro del murales. La mia arte, quello che ho, in fondo è un dono.

E allora l’ho usata per donare a mia volta qualcosa. Per riavvicinare un fratello che è venuto a mancare a chi ancora fortissimo lo ama. E questo in qualche modo mi fa sentire speciale’.

‘E’ giusto – a parlare sono sempre Ivan e Vitaliano – ringraziare le istituzioni per la profonda sensibilità dimostrata, la celerità con cui l’opera è stata portata a termine. L’assessore alle Attività produttive del Comune, Alessio Sculco, e poi il signor Montesano dell’Anas che hanno compreso la forte partecipazione umana ed emotiva che gravita intorno alla realizzazione di quest’opera e hanno lavorato alacremente perché venisse portata a termine nei tempi e nel miglior modo possibile’.

I tempi. E’ già un anno che Manuel Folino ha lasciato una città ancora incredula e traumatizzata dalla sua perdita. Un giovane di 32 anni amato e conosciuto da tutti per il suo impegno nel sociale, per il suo essere portatore di valori sani, corretto, gentile, amabile. Il 18 dicembre scorso la messa alla basilica dell’Immacolata per ricordarlo a un anno dalla scomparsa. L’altro ieri l’inaugurazione del murales, con la madre di Manuel, la signora Angela Mensica e le sorelle del giovane, Ludovica e Martina.

Abbiamo sentito anche l’assessore Alessio Sculco sull’argomento che ha ringraziato Montesano dell’Anas per la disponibilità e la sensibilità dimostrata.

‘Manuel c’è ancora, e il suo ricordo e quest’amicizia profonda resteranno per sempre. Il murales dedicato a Manuel Folino fissa per sempre in un’opera d’arte la sua gioia di vivere’.

Guardiamolo da vicino, il grande dipinto sul muro. ‘C’è la foto più amata dalla madre di Manuel, una donna, voglio sottolinearlo, straordinaria – raccontano Ivan e Vitaliano – che riesce a dare forza a tutti noi, e che anche noi sentiamo di chiamare madre.

C’è quel suo sorriso che sapeva farci passare il malumore, i suoi occhi allegri, c’è un’alba che emoziona, c’è una piuma che- aggiunge Ivan- che io ho tatuato addosso e che per me e Manuel aveva un significato particolare, ci sono i suoi guantoni rossi. Faceva Kick boxing da anni con passione’.

C’è il cane amato da Manuel Folino, che aveva perso poco tempo prima. ‘Che lo guarda – prosegue Claudio Chiaravalloti – in modo speculare nel dipinto, con tristezza, ma la stessa tristezza è subito superata da quel muro ‘spaccato’ da un girasole (anche questo liberalmente interpretato a un’altra foto cara alla signora Angela) perché in un’opera che rappresenta Manuel non poteva mancare la gioia. Così lo vogliamo ricordare, così lui vive dentro noi’.

‘Con questo guizzo negli occhi – a parlare sono sempre gli amici – che Claudio ha saputo rendere così bene. Ogni giorno noi passeremo e ammireremo il suo sguardo, il suo splendido sorriso’. Oggi quel muro nel quartiere di Siano è ufficialmente il muro dell’amicizia. ‘Nel fare il murales, nei giorni della lavorazione – conclude Claudio Chiaravalloti – sentivo quasi che avrei voluto che quei giorni non finissero. Il dolore, sì, ma anche nell’aria un’energia speciale. Noi pensiamo che quell’energia sia Manuel’.