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Diario elettorale del 20 gennaio

Giornata di confronto tra i candidati e le parti sociali: sindacati e industriali


di Lello Nisticò

Quando le parti sociali e le parti politiche si incontrano è sempre un bel momento. In pochi minuti viene riassunto tutto quello che è stato e si dà uno sguardo grandangolare a quello che verrà. Risultato: una grande confusione foriera di sviluppi. SI spera positivi. Oggi tra i candidati alla presidenza e le elezioni si sono frapposti le parti sociali: i sindacati e gli industriali.

I sindacati Cgil Cisl e Uil hanno indetto una conferenza stampa a Lamezia Terme per porgere ai candidati, a tutti, le loro richieste. Offrendo la loro collaborazione. Ma assicurando una costante pressione per raggiungere gli obiettivi. È tutto in un documento che Sposato (Cgil), Biondo (Uil) e Russo (Cisl) hanno illustrato ai giornalisti nel corso di una conferenza stampa. Sulla sanità, no convinto ai commissariamenti. Poi un potenziamento dei servizi, a partire da quelli territoriali, e soprattutto la copertura dei pesanti vuoti di organico, attraverso la stabilizzazione dei precari, lo scorrimento delle graduatorie esistenti e nuove assunzioni. Fondamentale aprire una stagione di forte contrasto alla criminalità organizzata, perché è prioritario liberare la Calabria dalle catene nelle quali è costretta anche a causa di una gestione clientelare della cosa pubblica. Fondamentale che «il prossimo presidente della Regione abbia la capacità di farci ascoltare anche a livello centrale, avviando un confronto con il governo nazionale e con le grandi società pubbliche per attivare importanti investimenti in Calabria».

Curioso che questa esigenza, della forte rappresentanza a livello romano, sia stata riportata anche ai candidati che stamani e nel pomeriggio hanno affrontato la platea degli industriali calabresi riuniti nella sede di Unindustria Catanzaro. Nell’ordine, davanti a Natale Mazzuca e associati si sono presentati Filippo Callipo Francesco Aiello e JoleSantelli. Venerdì li aveva preceduti Carlo Tansi. Anche gli industriali avevano pronto un bel documento, dal titolo “Calabria 2030. Visione, strategie e azioni”, base delle loro proposte per i prossimi cinque anni: «Le risorse per la coesione, europee e nazionali, dell’attuale come del nuovo periodo di programmazione 2012-27 sono determinanti per sostenere un concreto piano di investimenti per lo sviluppo il lavoro, e per questo non possono essere consentiti errori e ritardi nel loro utilizzo più efficace. Alla luce delle esperienze accumulate una nuova programmazione centrata sull’impresa può essere veramente ciò di cui la Calabria ha bisogno». I candidati hanno preso appunti, e certo, terranno in debita considerazione quanto loro prospettato da interlocutori che, gioco forza, un di essi consulterà frequentemente negli anni a venire. A parte questi incontri, i quattro candidati hanno continuato nel loro instancabile tour per la regione.

Jole Santelli candidata per il centrodestra, è afflitta ancora da una fastidiosa raucedine che non le impedisce di far conoscere le sue intenzioni agli industriali. Sollecitata sulla idea della giunta di governo, ha ribadito che non crede nell’uomo o nella donna soli al comando. Né di avere in grade simpatia le giunte tecniche. Sarà una giunta in gran parte espressione della politica, ma che si avvarrò di una squadra tecnica di prim’ordine.

Pippo Callipo ha presenziato a Vibo Valentia a una manifestazione che ha visto la partecipazione di Antonio Viscomi e Stefano Graziano (Pd) e di Nino De Masi, l’industriale anti ndrangheta che lo ha in qualche modo indotto alla candidatura. È un cambiamento possibile quello che è nei desideri del candidato governatore per il centrosinistra. Possibile nella misura in cui coniugherà lavoro e legalità: solo c si potrà scrivere una fase nuova per creare posti di lavoro e trattenere i giovani in Calabria.

Carlo Tansi, candidato presidente per Tesoro Calabria, rispetto all’autodeterminazione della donna in Calabria pensa che «la questione della disoccupazione femminile costituisce una priorità d’intervento, considerato che solo il 30,2 % delle donne calabresi di età compresa tra i 15 ed i 64 anni risulta occupata. La difficoltà di conciliare il binomio famiglia-lavoro, per un sistema di welfare spesso insufficiente oltre a costi di asili privati e baby-sitter proibitivi per le famiglie, spingono molte madri a rinunciare al lavoro. Obiettivo principale sarà la razionalizzazione e lo sbocco dei fondi comunitari, ricorrendo anche ad un piano regionale organico di prevenzione e contrasto del fenomeno della violenza alle donne, ancora sottovalutato».

Francesco Aiello, candidato per l’Alleanza civica 5Stelle, si è concentrato sull’emergenza lavorativa: «Il silenzio sull’emergenza lavoro di centrodestra e centrosinistra è coerente con le responsabilità dei due schieramenti, che al governo della Calabria hanno ottenuto il record di vertenze lavorative aperte e di precariato negli uffici pubblici, mantenuto per consensi elettorali. Le politiche del lavoro del centrodestra e del centrosinistra hanno prodotto zero in termini di occupazione. La mancanza di lavoro genera emigrazione, criminalità e odio sociale. Le politiche per creare lavoro, quello stabile che fa crescere la nostra terra, devono partire dalle aree industriali, in cui vanno ripristinati i servizi di base e assicurate la banda ultra-larga e una logistica efficiente. I capannoni e le fabbriche dismesse vanno riconvertiti con investimenti oculati in spazi di incubazione per start up, con servizi innovativi alle aziende».