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Calabria, elezioni: ‘Ho vinto qualche cosa?’

Le riflessioni di una calabrese, dati alla mano sul peso della partecipazione


Riceviamo e pubblichiamo

La Calabria terra di conquista dove è necessario vincere facile per lasciare tutto esattamente come si è lasciato. Almeno su questo, sono d’accordo le due grandi ammucchiate che si sfidano (si fa per dire!) a suon di transfughi, indagati, candidati delegati da impresentabili e quant’altro, ma, considerando che da qui al 27 gennaio qualcuno avrà l’ardire di dichiararsi vincitore stappando champagne e brindando per la conquista della Cittadella, è bene fare una seria riflessione sulla portata e sul peso della partecipazione democratica dei Calabresi a questa ‘vittoria’.

I dati del ministero dell’interno che rilevano l’affluenza alle urne del popolo di Calabria alle elezioni regionali, riportano negli anni, una progressiva riduzione della percentuale dei votanti che si attesta nel 2014 al 44.08%.

E poiché nel 2014, Oliverio vinse con il 61,04 dei consensi, semplificando potremmo dire che con un’affluenza alle urne di appena il 44% egli ha governato rappresentando più o meno il 30% dei Calabresi….ottimo risultato! Ma pensiamo al futuro governo Regionale, se il trend rilevato tra il 2010 e il 2014 dovesse essere confermato, l’affluenza dei Calabresi alle elezioni Regionali questa volta, potrebbe attestarsi tra il 30% e il 40% (a voler essere ottimisti)…sic!. Certo, qualcuno vincerà, ma chiunque sarà il fortunato vincitore, di certo non rappresenterà i Calabresi. Con un’affluenza che non raggiunge neppure il 50% mi chiedo e vi chiedo: si può parlare di rappresentanza democratica? E siamo proprio sicuri, poi, che l’intenzione dei grandi competitor sia quella di ‘rappresentare’ la maggioranza dei Calabresi? Tutti gli indizi indurrebbero a pensare che ciò che davvero interessa ai due carrozzoni politici calabresi sia esclusivamente la vittoria più che la rappresentanza. Unico obiettivo degli abitanti della ‘Geenna’ politica, qualunque sia la loro collocazione di destra o di sinistra, indistinguibili tra di loro, è quello di posizionarsi sulle poltronissime di Palazzo Campanella e ai piani alti della Cittadella regionale. A fare cosa? Che serve saperlo fin da ora!!! Non c’è fretta, l’importante è costruire bene il risultato finale: la vittoria. Per questo gli strateghi della politica, ci hanno messo tanto ad indicare il candidato presidente. L’importante era essere certi che andassero a votare ‘poche pecorelle, ma buone’. 

E’ così scontato il risultato elettorale (non lo rivelo per scaramanzia!) che a fare il Presidente di Regione potevano metterci anche una ‘grasta’ (pianta), citando una simpatica espressione usata qualche tempo fa dal presidente di un’associazione catanzarese. Del resto, i problemi della Calabria sono tanti, atavici e mai risolti né dalla destra né dalla sinistra. Qualche giorno fa, alla fine delle vacanze natalizie si è ripetuto, ancora una volta il tristissimo esodo dei giovani calabresi studenti o in cerca di lavoro, verso il nord o verso altri Paesi. Dati tragici di uno spopolamento messo o fuoco dalle rilevazioni Istat. E dire che questo trend negativo è passato sotto gli occhi di diversi Presidenti, Giunte, Consigli regionali di centro-destra-sinistra. Tuttavia, neppure tutti i milioni di euro di ‘spesa certificata’ sui fondi dei vari POR Calabria che si sono succeduti negli anni, sono riusciti ad invertire questo trend negativo…mah! …Riflettete gente, riflettete… Le persone costrette a lasciare terra e affetti per mancanza di opportunità, sono sicuramente ‘incazzate’ con i vecchi volponi della politica calabrese e potrebbero essere ‘schegge impazzite’ di ‘libero consenso’ Ma, siccome i problemi è meglio evitarli piuttosto che risolverli, la grande ammucchiata di politici calabresi ha trovato la soluzione: elezioni il 26 gennaio, così i giovani e/o i fuori sede non voteranno. Considerando, infatti, gli elevati costi dei trasporti, si conteranno sulle dita di una mano i fuori sede che torneranno per votare. Un problema in meno e soprattutto un passo in più verso la vittoria per i feudatari della politica calabrese. Entrambe le coalizioni hanno ampiamente contribuito a determinare il declino della Regione, perciò il 60% dei Calabresi delusi e schifati non li voterà mai e purtroppo ha intenzione di restare a casa. Ottima notizia per gli aspiranti vincitori, a loro infatti bastano i ‘voti dei più intimi’ per ottenere il risultato; per vincere è sufficiente un consenso ristretto che potremmo definire ‘light’. In pratica, quello degli amici, degli amici degli amici e di qualche parente. 

Insomma, la Calabria sarà Governata da un’oligarchia politica di cui già si conosce la connotazione, espressione di un consenso ‘light’ ma ‘ben condizionato’, fondato sulle ‘relazioni’….ecco che saranno belli e occupati gli spazi liberati dal buon Dott. Gratteri! Chi voterà quindi in Calabria? I nostalgici dell’ideologia in sostanza quelli che non hanno ancora capito che tra i ‘figli dei fiori’ e i ‘figli del duce’ non c’è più differenza, quelli che ‘il padrone mi licenzia’, quelli che qualche favoretto qui e qualche altro lì ‘ad un amico si può sempre chiedere’, quelli che la fila per fare le analisi non la fanno perché c’è sempre chi provvede a fare una telefonata… Beh! Questo è quello che ci aspetta, amici del 60% che avete intenzione di restare a casa. La ‘grasta’ è stata trovata, lei vincerà e ognuno di noi calabresi all’indomani del voto dovrà chiedersi: ‘ma io, ho vinto qualche cosa’???…

Grazia Monica Maraziti