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‘Frontiera’: confermate in appello quasi tutte le condanne

Si tratta del secondo grado del rito abbreviato del processo che ha colpito il clan Muto di Cetraro


La Corte d’Appello di Catanzaro, prima sezione Penale, Adriana Pezzo presidente, ha emesso la sentenza di secondo grado nei confronti degli imputati del processo “Frontiera” che hanno scelto di farsi giudicare con il rito abbreviato

Confermate quasi tutte le condanne inflitte dal Gup di Catanzaro, mentre sono state rideterminate le pene di Giulio Caccamo a un anno, sei mesi e dieci giorni di
reclusione, Emanuel La Scaleia a due anni di reclusione, Mara Muto a sette anni di reclusione riqualificando il reato in concorso esterno in associazione mafiosa e infine ad Antonio Di Pietramonica a sette anni di reclusione.

Infine la Corte d’Appello di Catanzaro ha rideterminato la pena a Carmelo Valente condannandolo a 14 anni di reclusione.

Gli imputati sono stati condannati anche al pagamento delle spese sostenute dalle parti civili: Regione Calabria, Provincia di Cosenza, Comune di Cetraro, Comune di Praia a Mare e di Scalea.

Confermate, come in primo grado, le assoluzioni per gli amministratori giudiziari Nicola Giuseppe Bosco, Salvatore Baldino, Gianluca Caprino (difesi dagli avvocati Gianmichele Bosco e Sergio Rotundo) e Gennaro Brescia (difeso da Vincenzo Ioppoli).