Il locale che non t’aspetti dove non t’aspetti, la storia d’amore di Giuseppe per il suo quartiere

Il titolare del Chiattini bistrot racconta come ha superato i pregiudizi dell’immaginario collettivo verso la periferia sud della città

“Bello questo panino deve essere buono dove lo stai mangiando?” “A viale Isonzo” “Dai non scherzare, dimmi dove lo stai mangiando”.

Sono queste più o meno le conversazioni che girano su Whatsapp quando qualcuno manda a gruppi di amici i piatti che sta gustando in un posto che non ti aspetti aperto in un luogo che non ti aspetti. E Giuseppe Aloi, geometra abilitato con la passione per i locali dove ha lavorato da sempre iniziando con il fare il lavapiatti, questo lo sa, lo sa e non gli importa. Così come un anno e mezzo fa, quando inaugurò il suo locale non gli è importato di tutti quelli che dicevano “ma chi te lo fa fare, cambia zona”.

Nasce al Corvo il Chiattini Bistrot

Le indicazioni stradali segnano come via Viale Isonzo 354 A, chi conosce la zona fa la differenza tra Viale Isonzo e Corvo, ma negare che nell’immaginario collettivo questo sia un tutt’uno con tanto di declinazione negativa sarebbe ipocrita. Ma Giuseppe Aloi ha fatto un lavoro culturale anche in tal senso. Il suo locale si chiama Chiattini Bistrot perché Chiattine era il nome della località in cui sorge appunto in zona Corvo.

Tutto lì dentro sa di famiglia. C’è una mamma in cucina che sforna prelibatezze, una fidanzata al banco bar, un papà, imprenditore edile che ha aiutato a trasformare il locale di famiglia in ciò che è ora. Ma soprattutto c’è la storia e l’appartenenza ad un quartiere.

Dove ora c’è la cucina – dice Giuseppe – c’era la serra di mio nonno con accanto il forno di mia nonna ed io, bambino, abitavo accanto.

“Al di là del fatto che il locale fosse di nostra proprietà e quindi ovvio pensarci per risparmiare sul fitto, non ho mai pensato che avrei lasciato la città e tanto meno il quartiere, pur avendo fatto esperienze altrove. Se dici che abiti a “Pistoia” la gente non viene più a mangiare neanche a casa tua, io intanto sto cercando casa qui a Corvo e non ne trovo perché sono tutte o fittate o vendute”.

Ecco le contraddizioni che nessuno spiega. Le cose di cui nessuno parla perché non fanno abbastanza rumore. Non è un numero civico a determinare l’identità di un posto. Sono le presenze che fanno i luoghi e li rendono vivi e vivibili. Le assenze, le troppe che in questi anni ci sono state in quelle zone, creano autostrade per chi vive impunitamente senza regole. Ma Giuseppe questo lo sa e ha messo in conto anche i pregiudizi verso il quartiere, ciò non gli ha impedito di scegliere per se’ e per il suo futuro la qualità, in ogni senso, il non conformarsi, neanche ai pregiudizi, senza scegliere la comoda via della fuga.