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Perizie fasulle per scarcerare boss. Gup di Catanzaro rinvia a giudizio nove persone

Nell'ambito del procedimento relativo all'indagine riguardante un presunto sistema illecito che vede coinvolti medici e avvocati, i quali, si sarebbero adoperati per far ottenere benefici carcerari ai propri assistiti

Corruzione, favoreggiamento personale, frode processuale e false perizie. Sono i reati per i quali la Dda di Catanzaro ha ottenuto dal gup distrettuale Teresa Guerrieri il rinvio a giudizio nei confronti di due avvocati, consulenti tecnici di parte, medici e periti.

Gli imputati sono in totale 9. Le condotte sono aggravate dalle finalità mafiose, rappresentate dalla volontà di favorire il boss emergente di Vibo Andrea Mantella (oggi collaboratore di giustizia), all’epoca dei fatti ricoverato nella clinica cosentina Villa Verde di Donnici (Cs).

Per ottenere ricoveri “facili” nella clinica di Donnici, Andrea Mantella e Francesco Scrugli avrebbero sborsato quasi centomila euro in regali per i medici, fra denaro contante, rolex, prosciutti, vini pregiati, tappeti e materassi.

Gli avvocati, attraverso consulenze mediche di parte ritenute false, sono quindi accusati di aver presentato istanze volte a far uscire Mantella dal carcere.

I rinviati a giudizio sono Andrea Mantella, 46 anni, di Vibo Valentia; Francesco Lo Bianco, 48 anni, di Vibo; l’avvocato Salvatore Staiano, 63 anni, di Soverato, del Foro di Catanzaro; l’avvocato Giuseppe Di Renzo, 46 anni, del Foro di Vibo Valentia; Silvana Albani, 69 anni, di Camerino; Luigi Arturo Ambrosio, 82 anni di Castrolibero; Domenico Buccomino, 66 anni, di Cosenza; Massimiliano Cardamone, 43 anni di Catanzaro; Antonio Falbo, 56 anni di Lamezia Terme.

Il processo inizierà il prossimo 9 luglio davanti ai giudici del Tribunale collegiale di Catanzaro.