Ristorante cinese chiuso, la figlia del titolare: ‘A gennaio improvvisamente il crollo dei clienti’

Mimì Cao: "Tutta colpa dell'immotivata paura. Cercheremo di riaprire il 26 febbraio. Nessun comportamento offensivo nei nostri confronti ma dispiace per quello che è accaduto'. Siamo aperti dal 1991"

Quando un’attività va in crisi non è mai un bene per la città. Fa male vedere serrande abbassarsi sopratutto quando un bar, un ristorante o un negozio ha contribuito alla storia e alla crescita del proprio quartiere, della città intera. E si ha la stessa sensazione di tristezza e impotenza quando un’attività è costretta a ridimensionarsi a causa di assurde paure e pregiudizi. Proprio come sta accadendo in questi giorni a causa del Corona virus, che ieri ha costretto i titolari del ristorante “Il Mandarino” a ferie forzate fino a data da destinarsi. Una brutta notizia, appresa tramite la pagina Facebook del ristorante, al quale fortunatamente sono seguiti tanti messaggi di solidarietà e vicinanza.

Dal 1991 nel quartiere Lido, “Il Mandarino”, ristorante cinese a conduzione familiare, ha rappresentato da sempre un vero e proprio luogo in città per scoprire la cultura gastronomica cinese attraverso piatti tipici cucinati secondo tradizione:“I miei genitori hanno iniziato la loro attività a Lido in un piccolo locale su viale Crotone quasi 30 anni fa – ha raccontato Mimì Cao, figlia maggiore dei titolari del ristorante (in foto sua madre) – ci siamo sempre trovati bene nel quartiere così dopo qualche anno abbiamo ingrandito e trasferito l’attività dove si trova oggi.”

Tra clienti fissi e palati curiosi di conoscere i sapori della cultura asiatica, il locale era sempre pieno di gente fino a quando la paura per il Corona virus ha messo crisi l’attività: “Nel mese di gennaio i clienti sono improvvisamente diminuiti e da circa dieci giorni registravamo solo un paio di tavoli al giorno – ha continuato la ragazza – se abbiamo deciso di chiudere per ferie è perché la situazione è diventata insostenibile, con soli due tavoli al giorno non si riesce a coprire le spese principali come tasse e bollette e diventa un problema anche pagare i dipendenti. E’ vero che la crisi sta colpendo noi, ma danneggia anche l’economia italiana perché noi ci forniamo in Italia – ha  incalzato – paghiamo affitti ad italiani e la cosa più importante è che abbiamo collaboratori italiani che rischiano di rimanere senza lavoro.”

Una situazione di stallo che preoccupa la famiglia di Mimì che da oltre 30 anni accoglie i clienti con gentilezza e professionalità: “Come abbiamo già spiegato su Facebook è importante sapere che venendo nel nostro ristorante non si corre nessun rischio di ammalarsi di Corona virus, nessuno di noi è stato in Cina di recente né abbiamo avuto contatto con connazionali arrivati dalla Cina – ha spiegato – i prodotti che utilizziamo per i nostri piatti, come carne e pesce, sono acquistati da fornitori italiani, una volta ogni due giorni andiamo nei supermercati italiani ad acquistare prodotti di consumo e per frutta e verdura  una volta a settimana ci rechiamo al grande mercato cittadino. Utilizziamo alcuni prodotti tipici cinesi ma si trovano fisicamente in Italia e in ogni caso il virus non sopravvive su oggetti e cibo.” Nessuna preoccupazione insomma per chi avesse voglia di pranzare o cenare nel ristorante del quartiere Lido, che per il momento rimarrà chiuso, poi tutto dipenderà da come si evolverà la situazione.

E’ strano però pensare che nel 2020, quando l’informazione è a portata di click, si possano creare simili situazioni dettate da un’errata informazione e da un’immotivata paura che pone in atto comportamenti discriminatori ingiusti verso chi non ha nessuna colpa: “Noi fortunatamente non siamo state vittime di comportamenti offensivi nei nostri confronti come invece è accaduto ad altri connazionali in altre regioni d’Italia  – non proviamo imbarazzo e non abbiamo nulla di cui vergognarci perché non abbiamo colpe. Chi ci conosce sa che siamo qui da tanto tempo e ci vede ogni giorno a lavoro nella nostra attività.” La famiglia di Mimì ha infatti ricevuto tanti messaggi di solidarietà ed ecco perché sostenuti da tanto affetto hanno deciso di provare a riaprire il ristorante il 26 febbraio. Ci auguriamo che la situazione possa presto tornare alla normalità perché il pregiudizio non vinca sulla razionalità e l’ignoranza non porti a giudizi discriminatori nocivi.