Settima tappa Giro d’Italia, urge predisporre lavori all’altezza del Ponte Corace

Tre associazioni di Tiriolo scrivono all’Anas e al presidente della Provincia

Il Giro d’Italia 2020 passerà o no da Ponte Corace? La domanda sorge spontanea direbbe il buon Lubrano, alla luce di quanto hanno evidenziato nei giorni scorsi i presidenti di tre associazioni di Tiriolo (Antonio Montuoro della “Teura”, Angelo Colacino di “Consolidas Ets Tiriolo” e Valentina Paone della Pro Loco) con una lettera indirizzata alla struttura territoriale Anas e al presidente della provincia di Catanzaro.

“Mancano ormai meno di 100 giorni alla partenza da Budapest del Giro d’Italia e un grande mistero – scrivono Montuoro, Colacino e Paone – aleggia sulla più importante corsa ciclistica italiana. Un mistero che ci riguarda da vicino. In occasione della presentazione ufficiale della corsa i cittadini di Tiriolo hanno gioito nell’apprendere che venerdì 15 maggio la 7°tappa, Mileto – Camigliatello Silano di 223 km, attraverserà il nostro meraviglioso paese. Dall’altimetria della tappa, pubblicata sui giornali, i ciclisti da Catanzaro dovrebbero scendere fino al Ponte Corace, risalire per Pratora, raggiungere Tiriolo e proseguire fino a Camigliatello”.

E qui casca l’asino! Com’è risaputo la storica ex SS 19 delle Calabrie nel tratto che collega Catanzaro e Tiriolo è interrotta da decenni proprio all’altezza del Ponte Corace.

“Abbiamo sperato – continuano Montuoro, Colacino e Paone – che in virtù di questo importante appuntamento sportivo finalmente sarebbero ripresi i lavori nell’ultimo tratto che resta da sistemare. Poiché dall’annuncio è passato un bel po’ di tempo e la data del 15 maggio incombe, dubitiamo che un lasso di tempo così breve sia sufficiente per completare l’opera. Se così è, in mancanza di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, è lecito che i cittadini di Tiriolo qualche interrogativo se lo pongano. Il nostro pessimismo sarà smentito e in 90 giorni i lavori nel tratto Ponte Corace – Pratora – Tiriolo saranno ultimati? Ce lo auguriamo tutti”.

In caso contrario, la carovana del giro salirà a Tiriolo da Marcellinara?

“Se questa, al momento, sembra la sola opzione praticabile, – concludono i presidenti di “Teura”, “Consolidal” e della Pro Loco – si rende necessario un intervento immediato della Provincia per la sistemazione del manto stradale dissestato in più punti, come possono constatare le centinaia di cittadini di un vasto comprensorio presilano che ogni giorno si servono di questa arteria per raggiungere la SS 280 dei Due Mari. D’altronde, ci risulta che interventi di tal fatta sono già stati realizzati in molti tratti stradali interessati dalla tappa del Giro d’Italia”.

Insomma, nella prima o nella seconda ipotesi i tempi sono ormai davvero esigui.