Statua Guardavalle, Gallace: “Strumentalizzati dalla politica”

Una nota in risposta a un servizio andato in onda a Striscia la notizia del dicembre 2019

Pubblichiamo un comunicato a firma di Fortunata Gallace, Rocco Gallace, Pietro Gallace, Cosimo Damiano Gallace, Maria Serena Gallace, Maria Beatrice Gallace, Maria Gallace, Angelo Gallace e Caterina Gallace, come risposta al servizio andato in onda nel mese di dicembre del 2019  da un inviato di  Striscia la notizia su Guardavalle. “Dal servizio emergeva che sulla statua raffigurante il patrono della nostra cittadina vi era inciso il cognome “Gallace”, ovvero quella del soggetto che l’aveva donata.

Da ciò una clamorosa strumentalizzazione mediatica arrivata fino in Parlamento, tutti i soggetti portatori di questo cognome venivano chiaramente qualificati come delinquenti e capaci di imporre alla cittadinanza financo un simbolo di religiosità. Orbene preme a noi soprattutto puntualizzare come, per informazioni assunte prima della relazione del presente comunicato, la richiesta di poter donare la statua era partita da un tale Vincenzo Gallace, nostro lontano parente, incensurato e da anni residente nel Lazio per motivi personali.

La denigrazione che è stata manifestata nei confronti delle nostre famiglie, dipinte come mafiose, prima ancora di un intervento definitivo della magistratura competente, ha fatto sì che passasse il messaggio che dietro a tale segno votivo ci sia stata la manifestazione di potenza della criminalità. Respingiamo, con forza, tali gratuite e congetturali attribuzioni, precisando che fino alla messa in onda del servizio non eravamo nemmeno a conoscenza, così come anche tante altre istituzioni presenti sul territorio, della incisione. Cogliamo l’occasione per esprimere solidarietà al sindaco per gli spiacevoli episodi occorsi pochi giorni addietro, in particolare ci riferiamo a quanto scritto su un muro.

Da cittadini di questo Comune abbiamo sempre portato il massimo rispetto verso il sindaco e il suo operato, che è valso la conferma della carica per le due tornate elettorali. Ciò che non riteniamo corretta ed accettabile è la ripetuta strumentalizzazione di quella che sembra essere una vicenda strettamente legata alla politica locale. La prova di ciò risiede nei numerosi comunicati stampa che si sono succeduti dalle due fazioni, maggioranza e opposizione. Il nostro unico interesse è quello di poter garantire ai nostri figli e ai nostri nipoti il futuro che si meritano senza essere penalizzati per la cattiva e ingiusta pubblicità verso il cognome che portiamo”.