Il libro di Liliana Segre inviato alla professoressa Pamela Stranieri: ‘La memoria rende liberi’

I due "Alfredo" e quella farfalla gialla che vola sopra il filo spinato

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“Quel ragazzo che avrei voluto chiamare nonno, se solo avessi avuto la possibilità di conoscerlo, si chiamava Alfredo”. Alfredo come Alfredo Belli Paci, marito di Liliana Segre, la senatrice divenuta simbolo del coraggio.

La maestra di vita, così la chiama Pamela Stranieri, docente di Lettere e nipote di Alfredo Stranieri che, come Alfredo Belli Paci, è stato un internato militare italiano. Una analogia storica che la docente di Girifalco ha voluto raccontare alla senatrice Segre.

E così Pamela che, della storia del nonno ha fatto una ragione di vita promuovendo dentro e fuori le mura scolastiche moltissime iniziative sul tema della resistenza, prende carta e penna e scrive alla donna divenuta un’icona della lotta al razzismo.

La lettera arriva a destinazione. E la destinazione è il cuore di una donna che, da ormai molti anni, si dedica a diffondere, in giro per il mondo, il più grande insegnamento: non odiare.

Liliana Segre risponde a Pamela. Le invia il libro scritto insieme a Enrico Mentana “La memoria rende liberi”. La parte più emozionante del libro, Pamela, la trova in prima pagina nella dedica della Segre: “Al caro Paolo nel dolce ricordo dei “nostri Alfredo” da Liliana”. Paolo è il papà di Pamela. Figlio di Alfredo, morto a 27 anni in un campo di concentramento.

La corrispondenza tra la famiglia dei due Alfredo andrà avanti. Perché al gesto di cortesia della senatrice Segre, Pamela risponderà inviandole il libro “Fiori dal Lager: Antologia di Internati Militari Italiani” di Silvia Pascale. Nell’antologia viene raccontata la storia di tanti internati militari italiani.

Anche quella di Alfredo Stranieri. Che come Alfredo Belli Paci continua a vivere grazie all’amore della famiglia. Che ha scelto di rendere queste storie un importante strumento di insegnamento per i giovani. Con l’augurio, come ha detto Liliana Segre nel discorso pronunciato all’Europarlamento in occasione dei 75 anni dalla liberazione del campo di Auschwitz, che i nostri giovani (i suoi nipoti ideali) siano in grado di fare la scelta e con la loro responsabilità e con la loro coscienza essere sempre quella farfalla gialla che vola sopra i fili spinati.

 

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