Operazione Nuove Leve, riformata parte della sentenza pronunciata nel 2018

I giudici hanno rivisto alcune delle pene inflitte agli indagati che avevano scelto il rito abbreviato

La corte d’appello di Catanzaro, ha riformato alcune parti della sentenza pronunciata dal Tribunale di Catanzaro del 21 settembre 2018 a carico degli indagati che avevano deciso di farsi processare con il rito abbreviato dopo gli arresti scaturiti dall’operazione “Nuove leve” scattata a Lamezia Terme.

La decisione era stata appellata da Vincenzo Giampà, Eugenio Giampà, Roberto, Castaldo, Gregorio Scalise, Giuseppe Paone, Francesca Allegro, Michele Muraca, Maria Muraca, Francesco Mario De Vito, Danilo Cappello, Andrea Mancuso e Vigliaturo Vincenzo.

Assoluzioni e rideterminazioni di pena

La corte ha assolto Eugenio Giampà, Gregorio Scalise (ordinandone la scarcerazione), Francesco Mario De Vito, Danilo Cappello (Ordinandone la scarcerazione),  Andrea Mancuso, Vincenzo Vigliaturo, per non aver commesso uno dei reati a loro ascritti. I giudici hanno rideterminato le pene per Michele Muraca passa da 6 anni e 600 euro di multa a 2 anni e 8 mesi di reclusione, Francesco Marco De Vito passa da 9 anni e 4 mesi a cinque anni e 4 mesi di reclusione e 4.000 euro di multa, Andrea Mancuso da quattro anni e tre mesi a 3 anni e 4.000 euro di multa , Vincenzo Vigliaturo da quattro anni e tre mesi a 3 anni di reclusione.

I giudici di secondo grado hanno lasciato inalterata la sentenza di primo grado.

Ci sono state delle conferme di pene come richiesto dal pg. Pena a 5 anni, 4 mesi e 4mila euro di multa per Vincenzo Giampà detto “Il Camacio”; Roberto Castaldo, 10 anni; Giuseppe Paone, 8 anni; Francesca Allegro, 8 anni e Maria Muraca, 7 anni e 4 mesi.

Il collegio difensivo era composto, tra gli altri, da Francesco Iacopino, Antonio Larussa, Lucio canzoniere, Antonio Lomonaco, Wanda Bitonte, Francesco Gambardella, Salvatore Cerra, Giuseppe Spinelli, Ramona Gualtieri, Rita Cellini, Pasquale Naccarato, Antonio Perri