Coronavirus, ecco come stanno vivendo i catanzaresi residenti a Lodi

Il racconto di due insegnanti che da tempo vivono in Lombardia

E’ allerta coronavirus in Lombardia e Veneto dove il numero dei contagi è aumentato nel corso delle ore e si sono registrati finora due morti. Le misure di emergenza sono state attivate sull’area più a rischio, ma la preoccupazione tra i cittadini continua a crescere.

Tra i tanti calabresi ormai stabili al Nord ci sono anche Luca Viapiana, cosentino, e Annarita Tolomeo, catanzarese, genitori di due bambini e residenti a Lodi dove svolgono la professione di insegnanti.

Sebbene l’emergenza abbia riguardato per ora i piccoli centri vicini messi in quarantena, le ultime ore per Luca e Annarita e per tutta la comunità sono state particolarmente difficili. “La paura c’è e i medici di famiglia sono presi d’assalto”, racconta Luca. “Al momento la situazione a Lodi è sotto controllo, ma in giro c’è molto poco movimento rispetto al solito. Le scuole sono praticamente deserte e in gran parte resteranno chiuse fino a mercoledì prossimo. Anche i campionati di calcio locale sono stati sospesi, come le manifestazioni e gli eventi previsti per Carnevale”.

I residenti hanno adottato qualche accorgimento particolare contro l’epidemia?

Qui a Lodi – prosegue Luca – parecchia gente comincia ad indossare mascherine e davanti all’ospedale i sanitari sulle ambulanze sono in tuta protettiva. Siamo in contatto costante con i nostri familiari in Calabria, speriamo che la situazione rimanga sotto controllo, sembra siano state adottate tutte le misure preventive del caso”.

D.I.