Una petizione a sostegno del procuratore Nicola Gratteri

Promossa dal gruppo “Cultura della città e del Territorio”, coordinato da Maria Adele Teti, “l’Associazione il Campo idee per il futuro”e altre associazioni culturali e tanti cittadini

Il gruppo “Cultura della città e del Territorio”, coordinato da , “l’Associazione il Campo idee per il futuro”e altre associazioni culturali e tanti cittadini, lanciano una petizione nazionale a sostegno dell’azione investigativa avviata dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri e del Pool investigativo affinché questa decisiva azione contro la mafia, con 334 indagati, non perda efficacia e centralità nella vita politica e sociale della Calabria e della Nazione.

I firmatari della petizione fanno parte di quella cittadinanza attiva che non intende soggiacere alle intimidazioni; che si ribella alla gestione mafiosa della cosa pubblica; alla pratica odiosa del clientelismo; all’occupazione delle istituzioni da parte di mafiosi e faccendieri che vedono nel Meridione, e nella Calabria in particolare, una terra da sfruttare nel suo tessuto sociale e materiale, ormai fortemente depauperato dall’emigrazione intellettuale e dallo spopolamento .

In Calabria la democrazia è sospesa sotto il ricatto del lavoro che non c’è, nella inadeguatezza delle infrastrutture, di servizi, di scuole, università e centri di ri-cerca, ancora fragili rispetto alle reali necessità .

Qui la principale risorsa è il territorio che ha visto, e purtroppo vede ancora, devastare una parte significativa dei settecento chilometri di coste, con il miraggio di un turismo predatorio; le città e i centri minori, dove a causa di un nefasto intreccio tra politica, mafia e malaffare, si consolida una produzione edilizia abnorme e dequalificata.

Il tessuto sociale si impoverisce sempre di più per l’esodo della popolazione, che non si è mai fermato dal secondo dopoguerra. L’emigrazione dei giovani, spesso laureati, lascia la regione nelle mani di una classe politica desiderosa di accedere al potere insito in una politica malata, fatta di privilegi di pochi e, per-tanto, negata alla reale necessità della popolazione e dei territori.
In questo quadro, la presenza di un magistrato disposto a rischiare personal-mente la sua stessa incolumità rappresenta una novità che non può essere sot-taciuta a fronte di endemica infrazione delle regole civili. A Catanzaro proprio in questi giorni due sono le indagini che scuotono la società civile: l’accusa d’inquinamento anche dentro la magistratura (con l’operato di un alto magi-strato infedele che è accusato di usare il potere a fini estorsivi e sessuali) e di cedimento etico dentro le istituzioni ( quasi tutto il Consiglio Comunale è sotto inchiesta per appropriazione indebita, nota come “gettonopoli” ).

Intervenire in quella parte malata della società calabrese tuttavia, non è solo interesse locale poiché, quando si ammala una parte periferica di un corpo sociale il malessere invade l’intero organismo. E’ noto che la mafia calabrese si sia ormai insinuata nei gangli vitali della finanza, economia e nella politica a livello internazionale.

Come difendersi dunque? Impedendo che il silenzio della stampa e dei mass media isoli l’azione investigativa di Gratteri e del Pool investigativo, della ma-gistratura e delle forze dell’ordine, che si demonizzi l’azione complessiva (come altre volte si è fatto) per poi svilirla nella indifferenza generale. Una procedura che ha visto il Generale Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino e molti altri servitori dello Stato soccombere sotto lo sguardo sconcertato di quella parte della popolazione che aveva riposto speranza in una svolta decisiva nella vita politica e sociale del Mezzogiorno e dell’Italia.

Per il Mezzogiorno si propone la “risoluzione finale”, con la secessione delle tre regioni più ricche che chiedono il trasferimento di importanti settori, ser-vizi, infrastrutture e finanza locale , oggi in mano allo Stato ( Lombardia e Veneto 23, Emilia e Romagna 15).
Ciò tuttavia non vuol celare le gravi inadempienze della popolazione locale, degli intellettuali, delle forze sane della società calabrese che non si sono ribel-late a questa situazione e che hanno consentito di premiare, attraverso il voto, coloro che hanno portano avanti tali nefaste politiche e, recentemente, la parte politica che ha come principale obiettivo, la secessione e la divisione dell’Italia tra ricchi e poveri.
Nella consapevolezza che l’azione della magistratura prende il sopravvento quando la politica e la società civile sono latitanti, si auspica l’emergere di una nuova classe dirigente rispondente ai bisogni e alle capacità del popolo calabrese e lo sviluppo di una forte mobilitazione continua della società civile già avviata con le recenti manifestazioni a Catanzaro, davanti al Palazzo di Giustizia.

Firmatari

Maria Adele Teti,
Giuseppe Soriero, Pres. Ass. Il Campo
Piero Bevilacqua
Piero Caprari
Francesco Santopolo
Roberto Budini Gattai
Giancalo Consonni
Vito Teti
Alberto Ziparo
Angela Barbanente
Luisa Ester Felicetti
Lucinia Speciale
Robero Scognamillo
Anita Trivelli
Romeo Salvatore Bufalo
Ignazio Masulli
Alessandro Mochi Sismondi
Vivenne Tonge
Giorgio De Vincenti
Amedeo Di Maio
Francesco Trane
Giuseppe Saponaro
Francesco Ferrari
Laura Mancuso
Enni Ferrucci
Bice Sozzi
Sandra Pascali
Maria Angela Mattace
Sandro Benincasa, Pres. Ass. Solaria
Norma Aleni, Pres. Ass. Opportunità
Lilli Lepera
Francesco Di Paola
Fulvio Misiani
Eugenio Nicola Barillaro
Mauro Francesco Minervino
Maria Teresa D’Agostino
Caterina Rossi
Angela Giordano (37)
Giovanni Cirillo
Francesca Ferraro
Vittorio Politano, Pres. Accademia Belle Arti Cz
Agostino Caroleo
Anna Mancini, Pres. Ass. Caduceo
Antonluca di Paola
Maria Antonietta Scerbo
Gismonda Diaco
Vanni Clodomiro
Ave Muscolo
Gabriella Pultrone
Rita Maria Petrosillo
Caterina Villirillo, PRES Associazione Libere Donne (50)