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Regione Calabria, il 9 marzo prima seduta del Consiglio

La seduta inaugurale dell’XI legislatura a Palazzo Campanella è fissata per lunedì 9 marzo. All’ordine del giorno l’elezione del presidente dell’Assemblea, legata anche alla definizione dei posti ancora vacanti nella giunta Santelli

Il presidente uscente Nicola Irto ha convocato il primo Consiglio regionale della XI legislatura 2020-2025 per le ore 11 di lunedì 9 marzo. Solo tre i punti all’ordine del giorno, ma tutti centrali per la vita dell’organismo legislativo della Regione, e, a quanto sembra, anche per gli equilibri per la Giunta che Jole Santelli, presidente eletta il 26 gennaio, sta cercando di mettere su non senza qualche difficoltà, con l’obiettivo, non dichiarato ma presumibile e comprensibile, di riuscirci in tempo utile per la prima convocazione del Consiglio.

Nella seduta i 30 consiglieri eletti, più il presidente Santelli, devono compiere tre atti: elezione del presidente; elezione dei due vicepresidenti; elezione dei due consiglieri segretari-questori. A presiedere la prima seduta sarà, a norma di regolamento, il più anziano tra i consiglieri, ovvero Pippo Callipo. Risulta eletto presidente il consigliere che alla prima votazione, raggiunge o supera i due terzi dei componenti; ovvero il consigliere che il giorno dopo avrà raggiunto, nelle due votazioni successive, la maggioranza assoluta; ovvero ancora, e di seguito, il consigliere che al ballottaggio tra i due più votati, riporterà il maggior numero di preferenze.

Diversi i nomi in ballo per presiedere l’assemblea, nell’ambito della maggioranza di centro destra, dipendendo la scelta, anche se non soprattutto, dal posizionamento delle pedine nello scacchiere della giunta. Dopo la nomina ad effetto degli assessori all’Ambiente – Sergio De Caprio – e all’Università – Sandra Savaglio – rimangono a disposizione altri cinque posti in giunta, a cui, per equipollenza sovrabbondante di grado e prestigio, si aggiunge ai fini della ripartizione di cariche, quella di presidente del Consiglio. L’idea di Santelli è di assegnare un assessorato a ciascuna delle cinque liste che, oltre alla sua proprietaria già soddisfatta con le nomine “tecniche”, hanno contribuito alla sua elezione.

Per procedere, a Santelli manca ancora di conoscere i voleri della Lega e di Matteo Salvini in particolare che non sembrerebbe volersi accontentare di un solo posto in giunta, avendo più volte fatto cenno in particolare ai due assessorati all’Agricoltura e al Turismo. La pretesa, va da sé, scombussola non poco i piani di Santelli che, per arrivare a definire il quadro, deve cercare di fare sponda appunto, con la presidenza del Consiglio e con la vicepresidenza di giunta. A oggi i nomi più accreditati per la presidenza sono quelli di Baldo Esposito della Casa delle Libertà, di Tilde Minasi della Lega e di Filippo Pietropaolo di Fratelli d’Italia. Nel gioco di posizioni, secondo lo schema detto prima, in attesa di conoscere le determinazioni di Salvini (e di Giorgia Meloni in vigile attesa), entrano le aspirazioni assessorili di Gianluca Gallo per Forza Italia, di Franco Talarico per l’Udc, di Claudio Parente per la CdL e di Fausto Orsomarso per Fratelli d’Italia. Ulteriore complicazione il regolamento interno, o meglio la prassi consolidata nella Lega, di non sovrapporre il ruolo di consigliere a quello di assessore.

Riuscirà Jole Santelli a completare la giunta nell’arco dei prossimi sette giorni? L’andamento lento imposto, o subito, dalla presidente alle fasi post-elettorali lo predirebbero difficile. Ma gli exploit a cui ha finora abituato potrebbero nuovamente smuovere l’impasse.