Pugliese Ciaccio: montata la tenda della Protezione civile per il pre-triage dei casi sospetti di Coronavirus

Effettuerà una prima valutazione clinica, per poi indirizzare i pazienti non sospetti verso il Pronto Soccorso, mentre quelli considerati a rischio verranno fatti accedere direttamente a Malattie infettive.

Anche presso l’ospedale “Pugliese” di Catanzaro è stata montata una tenda della Protezione civile in cui sarà effettuato il pre-triage per la valutazione di possibili casi sospetti di contagio da coronavirus.
La struttura, installata dai volontari del Gruppo comunale di Protezione Civile di Catanzaro, consentirà al personale sanitario del Pronto soccorso di effettuare una valutazione sulle condizioni dei pazienti che accederanno alla struttura con sintomatologie compatibili con l’infezione da coronavirus, come tosse, febbre o altri disturbi influenzali.

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Il personale sanitario, attrezzato con i necessari presidi, farà quindi una prima valutazione clinica, per poi indirizzare i pazienti non sospetti verso il Pronto Soccorso, mentre quelli considerati a rischio verranno fatti accedere direttamente all’adiacente reparto di Malattie infettive attraverso un percorso protetto. La tenda, inoltre, consentirà di fronteggiare un eventuale maggiore afflusso di pazienti.

Ad essere impegnati nel montaggio uomini e donne del Gruppo comunale di volontari di Protezione civile, coordinato da Pierpaolo Pizzoni, con le operazioni dirette da Fabio Grano, alla presenza della responsabile delle relazioni esterne Rossella Palermo e, per conto dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”, il direttore medico di Presidio Gianluca Raffaele e il primario del Dipartimento Emergenza Peppino Masciari.

Il dottore Masciari, parlando con Catanzaroinforma, ha ripercorso la vicenda del ricovero del paziente risultato positivo al test, spiegando che “il 118 ha portato in Pronto Soccorso un paziente che aveva una polmonite già accertata con una radiografia fatta in un’altra struttura. L’infermiere che era addetto al triage ha adottato tutte le misure previste in questi casi, sia per quanto riguarda il paziente che per quanto riguarda il personale medico e infermieristico. Il paziente, subito dopo, è stato ricoverato in malattie infettive. Tutto è avvenuto rapidamente”. Il dottore Masciari ha quindi spiegato di avere preso “delle decisioni sul personale che riguarda chi ha avuto stretto contatto con il paziente che è risultato positivo al test del Coronavirus, anche se non c’era stretta necessità, poiché si tratta di giovani donne che hanno figli a casa. Per questo ho ritenuto di metterle in quarantena”.