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Coronavirus, pronto il piano operativo per fronteggiare l’emergenza. In 2100 rientrati dalle zone rosse

Il dg Belcastro: Previsti 51 posti di terapia intensiva, 140 di sub intensiva, e ospedali Covid-dedicati nelle cinque province

La task force costituita alla Cittadella regionale, ovvero il soggetto attuatore Jole Santelli e i delegati dalla presidenza, i dg Antonio Belcastro e Domenico Pallaria, hanno presentato alle Aziende sanitarie provinciali e alle Aziende Ospedaliere di tutta la regione il piano operativo per fare fronte all’emergenza Coronavirus, nella speranza che l’emergenza non si realizzi nei fatti.

piano operativo

Al termine della riunione, che si è tenuta nella Sala Verde al primo piano della Cittadella, in un ambiente cioè appositamente molto più capiente della ventina di soggetti presenti appunto per ottemperare alle prescrizioni metriche in atto, il dg protempore del Dipartimento sanità Belcastro ha spiegato i termini del piano. Le misure saranno attivate nel termine massimo di una settimana e prevedono «un primo step di rimodulazione dei posti letto attuali all’interno degli ospedali, implementando le terapie intensive e le rianimazioni, le patologie infettive e le pneumologie, senza andare a detrimento delle altre unità operative, ma come logica conseguenza di una rimodulazione delle attività di ricovero privilegiando le più urgente e nel breve periodo dilazionare quelle differibili. In particolare, nelle pneumologie e nei reparti per infettivi 140 posti letti diventeranno postazioni sub intensive, mentre saranno 51 i nuovi posti letto nelle attuali rianimazioni».

La seconda fase, secondo quanto specificato da Belcastro, prevede la «condivisione di ospedali Covid nelle cinque aree corrispondenti alle cinque Asp, caratterizzati dall’essere già funzionanti, con laboratori di diagnostica, analisi e radiologia, che possono essere utilizzati già da subito per ospitare corti di pazienti positivi. Poi la terza fase, che speriamo di non sperimentare al pari della seconda, ma alla quale dobbiamo essere preparati, prevediamo un insieme di strutture recettive, per le quali la presidente ha già interessato l’Agenzia per i beni confiscati o anche pensando a ex ospedali attualmente chiusi ma che possono essere in brevissimo tempo riattivati, per eventuali quarantene generalizzate».

Il piano già prevede la ripartizione dei nuovi posti letto nelle 11 rianimazioni e nei reparti di pneumologia e di malattie infettive, ma al Dipartimento preferiscono avere la condivisone della Aziende che attende entro domani, prima di adottare le necessarie misure. Per Catanzaro le nuove postazioni di rianimazione saranno 16, probabilmente tutte allocate alla Mater Domini. Gli ospedali Covid sono già individuati, ma dice Belcastro, «vogliamo che le Aziende confortino le nostre proposte. Per esempio, su Vibo ci sono Tropea o Serra San Bruno o Soriano, Scilla e Gioia Tauro su Reggio Calabria, Rogliano e Trebisacce per Cosenza, per Catanzaro Chiaravalle, Soveria Mannelli o l’ex Inail. Sul personale, il ministero ci deve ancora comunicare i dati sulle nuove immissioni che saranno assunte con le norme più veloci possibili, anche a chiamata diretta».

Antonio Belcastro ha anche aggiornato sui rientri improvvisi di sabato sera e domenica mattina: «Sono di poco superiori alle 2100 le persone auto censite per essere rientrate dalla Lombardia o dalle 14 province focolaio, abbiamo già inviato i dati ai 5 dipartimenti di prevenzione e ai sindaci dei comuni per avviare la sorveglianza attiva così come prescrive l’ordinanza del presidente. Non ci sono grossi problemi, sono tutti asintomatici, ma le disposizioni vanno rispettate e chi le infrange va incontro alle sanzioni previste».

I dati sui positivi al coronavirus in Calabria: «Al momento – è sempre Belcastro – siamo a 11 positivi su 225 tamponi effettuati. Sono in corso tamponi, potrebbe esserci qualche altra positività. Sui medici in quarantena, una sessantina in provincia di Cosenza, tutti a contatto con un solo caso positivo, tra due o tre giorni completeranno i quattrodici giorni di quarantena e potranno rientrare in servizio. Abbiamo comunque assicurato la continuità assistenziale pregando i colleghi vicini di prendere in carico i loro pazienti».