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Emergenza Covid – 19, il sindaco Abramo ribadisce disposizioni su comportamenti

È vietata, come nel resto d’Italia, ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico

Il sindaco Sergio Abramo, prendendo atto del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri emanato ieri sera, lunedì 9 marzo, e valido da oggi, martedì 10 marzo, ha raccomandato a tutti i cittadini di osservare le prescrizioni introdotte dal Governo.

“Restiamo a casa il più possibile e usciamo solo se strettamente necessario, se l’appello era già valido prima, va rispettato ancora di più adesso”, ha sottolineato Abramo invitando i cittadini a tenere “comportamenti responsabili nei confronti degli altri e di se stessi” compreso evitare “immotivati assalti” ai supermercati.  “È indispensabile avere cura ognuno dell’altro”, ha aggiunto Abramo, “e per fare questo non c’è niente di meglio da fare che restare a casa ed evitare il più possibile i contatti esterni se non sono necessari. È una misura di prevenzione, mi rendo conto sia una rinuncia, ma è quanto mai fondamentale adesso”.

In particolare, in base al nuovo Dpcm:

È vietata, come nel resto d’Italia, ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
I bar e ogni altro esercizio di ristorazione potranno essere aperti dalle ore 6 fino alle ore 18 con obbligo, a carico dei gestori, di rispettare le raccomandazioni da un punto di vista sanitario e predisporre le condizioni per garantire la distanza minima di sicurezza fra persone di almeno un metro.
Non sarà possibile organizzare o partecipare a eventi sportivi in luoghi pubblici e privati anche a porte chiuse: non possono dunque aprire palestre, piscine e tutte le altre strutture sportive.
Rimangono chiuse scuole di ogni ordine e grado, università e servizi di formazione.
Si rinnova l’invito a presentarsi negli uffici pubblici solo in casi di estrema necessità.
Il sindaco ha anche ribadito che sono possibili gli spostamenti fra diversi Comuni solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (vale a dire se sono chiusi gli esercizi che vendono generi di prima necessità) e motivi di salute.

Allo scopo, bisognerà compilare un’autocertificazione (che si riporta nel link allegato in coda e che è comunque scaricabile dal sito internet del Ministero dell’Interno) e che dovrà essere presentata alle autorità di sicurezza deputate al controllo.

SCARICA IL DECRETO