La “genialata” di Giangurgolo durante la quarantena: lezioni di dialetto su facebook

Colacino: «L’idea vera è di cercare di dare una mano, per come si può. Se abbiamo modo di dare un minimo di serenità, dobbiamo farlo. Siamo obbligati, io almeno la penso così»

Giangurgolo sale in cattedra. Questa volta su Facebook, per insegnarci la nostra lingua. «Una genialata», dice ironicamente della sua stessa idea, ma in realtà Enzo Colacino di lezioni di dialetto catanzarese ne ha sempre fatte, nelle scuole, sui social, nelle librerie. Eppure oggi ha deciso di farle in maniera sistematica, online, con orario concordato con i suoi follower, per alleggerire l’atmosfera di queste giornate un po’ così.

«L’idea vera è di cercare di dare una mano, per come si può. Se abbiamo modo di dare un minimo di serenità, dobbiamo farlo. Siamo obbligati, io almeno la penso così», dice. Poi se uniamo l’utile al dilettevole, ancora meglio: «Non tutti conoscono bene il dialetto, ancora di più hanno difficoltà a scriverlo, se poi possiamo farlo risollevando un poco il morale della gente, ancora meglio».

L’obiettivo, quindi, è un momento di distrazione per tutti, con la possibilità di intervenire in diretta, come i potenti mezzi social riescono a fare: «Mi sto organizzando dal punto di vista pratico per le dirette, che saranno un po’ alla buona, per come posso. Poi… jendu videndu», aggiunge, indicandoci come scriverlo.

Un commento sulla situazione attuale lo vuole però fare: «Non si può continuare con tutti questi bollettini di guerra, con questi messaggi che girano di continuo: un ricoverato in più, un contagiato nuovo, forse sì, forse no. Sono cose che non servono. Adesso servono messaggi che dicano che stiamo bene, che stiamo a casa e che va tutto bene. Altri messaggi quale beneficio possono dare? Dite piuttosto: vi lavastivu i mani?».

Per chi interessato, a breve Colacino pubblicherà l’orario delle dirette sulla sua pagina Facebook, per il momento ci tiene a chiudere così: «Volìtivi bene, a distanza».