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Lucciole e lanterne, il ruolo delle cinesi Rosa e Sofia tra finti matrimoni e prostituzione

Determinate il ruolo dei catanzaresi finiti ai domiciliari per aver organizzato un sistema di immigrazione clandestina

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Sono due le ordinanze firmate dal Gip Teresa Guerrieri e che hanno portato all’operazione “Lucciole e lanterne”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro – Direzione Distrettuale Antimafia (Procuratore  capo Nicola Gratteri, Procuratori Aggiunti Vincenzo Capomolla e Giancarlo Novelli Sostituti Procuratori Debora Rizza e Graziella Viscomi),  e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Catanzaro guidata da Mario Finocchiaro. Gli uomini della Squadra mobile hanno operato agli ordini del dirigente Alfonso Iadevaia , del vicequestore Angelo Paduano e del commissario capo Costantino Belvedere. L’attività investigativa è stata condotta in parte dal personale dell’ufficio immigrazione guidato dal Vicequestore aggiunto Gianluigi Crusco.
Oltre alla gestione di un giro di prostituzione da parte di un poliziotto infedele e di un titolare di uno studio odontotecnico, c’era chi si faceva pagare, e profumatamente per organizzare matrimoni al fine di assicurare la cittadinanza a persone in arrivo dalla Cina, alimentando così un sistema di immigrazione clandestina.

“L’Ufficio di Procura ha avanzato richiesta di applicazione di misura cautelare nei confronti degli indagati YU JINWEI, cittadina cinese nota anche con il nome “Rosa”, Cesare Votta e Rita Maletta – scrive il Gip- per i quali ha chiesto l’applicazione della massima misura custodiale.
L’ipotesi accusatoria muove dagli esiti di un’attività investigativa avviata a seguito di segnalazioni dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Catanzaro di anomalie relative alla posizione di cittadini di nazionalità cinese.
Più nello specifico, personale in servizio presso la Questura di Catanzaro nel ricevere alcune richieste di permesso di soggiorno constatava che nonostante nella documentazione presentata nel mese di agosto 2017 da cittadini di nazionalità cinese fossero presenti attestati di conoscenza della lingua italiana (per come deve essere al fine di consentire il rilascio del permesso di soggiorno), nessuno dei cittadini era in grado di comprendere o parlare la lingua italiana”
“Successivi approfondimenti investigativi – continua Teresa Guerrieri- effettuati presso l’Università per stranieri di Reggio Calabria, ente certificatore, consentiva di verificare che gli attestati in questione erano stati emessi sulla base di valutazioni fatte da altro ente convenzionato con sede in Poggiomarino, che aveva curato l’iter di svolgimento e valutazione, presso il quale gli stranieri (sulla base dell’analisi dei tabulati telefonici) non erano mai stati presenti.

Dalle emergenze investigative relative alle attestazioni linguistiche, l’Ufficio Immigrazione, nel verificare la documentazione a corredo della richiesta di permesso di soggiorno, constatava ulteriori anomalie. In tre casi sottoposti ad esame figuravano tre distinte attestazioni di idoneità alloggiativa, rilasciate dal Comune di Catanzaro, che in quanto identiche negli estremi identificativi, recando lo stesso numero di protocollo, la medesima data ed il medesimo indirizzo di riferimento, erano evidentemente contraffatte L.
Ulteriori approfondimenti investigativi consentivano di appurare che i nominativi spesi a titolo di richiedenti o di proprietari degli alloggi si riferivano a persone legate tra loro da rapporti di parentela e che i medesimi erano coinvolti nella stipula di falsi contratti di lavoro con cittadini cinesi
Da ultimo, l’indagine metteva in luce l’esistenza di una fitta rete di collegamenti tra cittadini italiani e cittadini cinesi tesi all’organizzazione dietro remunerazione di finti matrimoni al fine di consentire il rilascio a quest’ultimi di permessi di soggiorno.
Residuale, ma non per questo meno grave, l’ulteriore ipotesi delittuosa disvelata a carico di Votta e alcuni indagati, favorivano la prostituzione di una cittadina cinese, nota con il nome di Sofia, a cui veniva procurato un alloggio e quanto necessario per esercitare il meretricio”.

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