Una mamma, una figlia, una professionista: “Ho paura, non lasciateci soli nelle nostre case”

Non fermatevi alle solita chiacchiere, non perdete tempo, non fatevi inghiottire dalla solita burocrazia, perché la prossima settimana sarà cruciale

“Atmosfera surreale. Siamo a casa da cinque giorni, sono pochi, pochissimi ma sembrano un’infinità. Un’infinità rispetto a questi “fantomatici 14 giorni” di incubazione. Che poi mi domando saranno davvero 14?  Basteranno a far sì che anche in questa città troppe volte dimenticata da politici ,amministratori, dai suoi stessi cittadini non avvenga l’irreparabile?

Sono una donna, sono una professionista, sono una cittadina responsabile, sono una figlia e sono una mamma e tutte queste bellissime condizioni mi causano una paura che sempre più difficilmente riesco a tener a bada.

Come quando mia figlia, 5 anni, inghiottita anche lei da questa vicenda mi dice “ mamma i cinesi sono brutti”, lei che non ha mai usato questo aggettivo, lei che sin da piccola ha imparato a giocare e a condividere con bambini dal colore della pelle diversa.

Ed io cerco di spiegarle che la colpa non è dei cinesi se il virus si è generato in Cina e cerco di trattenere le lacrime spiegandole che la Cina, così lontana eppure così vicina, non ci ha lasciati da soli e che ieri sono arrivati in Italia medici cinesi e respiratori e mascherine per tutti noi.

Come quando penso a mia madre malata che non sopravviverebbe due giorni se si ammalasse di COVID 19, lei che già da tempo dovrebbe avere il respiratore artificiale. Da donna, da professionista non posso lasciarmi andare alla paura, la devo governare.

E penso, sperando di sbagliarmi, a cosa stanno facendo i nostri politici, a parte proclami e spot: si stanno adoperando per far allestire un reparto separato da tutti gli altri per l’anamnesi, al fine di evitare commistioni con gli altri pazienti? Perché c’è il virus ma ci sono anche ictus, arresti cardiaci, incidenti. Quelli non si fermano mica.

E cosa si aspetta allora ad allestire una rianimazione per il virus e una rianimazione “ normale”, se di normalità si può parlare?  Cosa si aspetta a coinvolgere il Campus di Germaneto? Siamo i vostri cittadini , quelli per i quali dovreste battervi come leoni.

Ieri su Rete4 ascoltavo il direttore sanitario dell’ospedale di Lodi che affermava che nel loro piccolo ospedale hanno triplicato i posti letto e stravolto la logistica tenendo separati i pazienti con il virus . Se ci sono riusciti loro perché non provarci noi. Abbiamo un vantaggio: siamo arrivati dopo e forse è la prima volta che arrivare secondi può essere una vittoria.

Non fermatevi alle solita chiacchiere, non perdete tempo, non fatevi inghiottire dalla solita burocrazia, perché la prossima settimana sarà cruciale. Non lasciateci soli nelle nostre case.

Roberta Salvatori