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Il primo contagiato di Gizzeria era tornato dal nord il 27 febbraio, denunciato per inottemperanza ai decreti

Sugli spostamenti indaga la sezione Anticrimine della Questura. Ma dubbi anche sulla correttezza delle procedure seguite dopo la diagnosi

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Erano stati a trovare i famigliari al Nord ed erano rientrati il 27 febbraio. Purtroppo solo la sera di martedì si sono manifestati i primi sintomi. E così una coppia di Gizzeria, martedì sera si è recata al Prontosoccorso di Lamezia. Si sono contagiati così i primi casi certificati di Coronavirus del comune dell’hinterland lametino.
Martedi sera l’uomo con la moglie , una volta arrivato al Prontosoccorso di Lamezia, si è reso conto che c’era troppa gente ed è tornato indietro. Una volta arrivato a casa però le cose sono peggiorate e, sempre con la moglie, hanno deciso di fare tappa al Pugliese. Gli operatori del pre-triage, fatti i primi esami e sentito l’uomo, hanno capito che poteva trattarsi di contagio Covid-19. Ed infatti i successivi tamponi hanno confermato i sospetti.
I veri problemi sarebbero arrivati dopo la diagnosi, poiché, almeno secondo quanto risulterebbe, non tutte le procedure seguite nella fase in cui l’uomo aspettava di essere trasferito in rianimazione, cosa che è avvenuta alle 3, sarebbero state conformi, soprattutto perché qualcuno si sarebbe avvicinato al contagiato senza presidi sanitari adeguati. Anche la moglie è risultata positiva, ma posta in quarantena a casa. Al momento i poliziotti della sezione anticrimine della Questura di Catanzaro, agli ordini del primo dirigente Antonio Turi, hanno denunciato la coppia per l’inosservanza di tutte le regole imposte dai decreti in vigore. Ma altre indagini sono in corso.

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