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Da Bergamo con il cuore a Catanzaro in piena emergenza Covid-19

Si vive in un silenzio surreale, rotto esclusivamente dalle sirene delle autoambulanze

Nel pomeriggio di ieri, un aereo dell’Aeronautica militare giunto da Bergamo è atterrato a Lamezia Terme per il trasporto di due pazienti affetti da “Coronavirus”, rispettivamente provenienti da Cremona e Bergamo, per effettuare il ricovero presso la struttura ospedaliera “Pugliese – Ciaccio” di Catanzaro a fronte della grave situazione lombarda che include, purtroppo, la difficoltà di accogliere nuovi pazienti. Ed è proprio da Bergamo che giunge una testimonianza, con un’emergenza che si fa sempre più sentire, resa ancor più pesante dalla lontananza dei propri cari.

Ciò che accade a Bergamo ha quasi del surreale, siamo completamente blindati in casa”. Sono le parole della signora Paola Sica, torinese di nascita come la stessa madre, il papà invece calabrese, in virtù di ciò trascorre la sua vita sin dalla fanciullezza proprio qui in Calabria, nel comprensorio di Catanzaro, dove ha lasciato i genitori dopo il matrimonio, per trasferirsi a Bergamo. “Si vive in un silenzio surreale – dice ancora – rotto esclusivamente dalle sirene delle autoambulanze, la città ha quasi subito “un’evoluzione”, prima con alcuni accorgimenti resi ancor più determinanti dall’emanazione del decreto, ma, notizie sempre più allarmanti davano “numeri” che si trasformavano in dati reali fino ad arrivare ad un elevato numero di contagiati fra Bergamo e provincia. Sembrava di vivere in una dimensione per così dire “apocalittica”, domandandosi se tutto ciò potesse essere reale”.

Oramai, come spiegato dalla signora, per quanto riguarda la sua famiglia le uscite sono deputate al solo rifornimento della spesa, quasi centellinate proprio per evitare al massimo ogni rapporto con l’esterno, la giornata si svolge esclusivamente “a casa”. “Le giornate a casa – dice – vengono trascorse con l’impegno del “lavoro”, cercando anche di trovare il “senso” dello stare a casa. Mio marito, professore di scuola superiore, ha “l’onere” delle lezioni online con i suoi studenti e mia figlia è ugualmente occupata con lo studio, al momento devo dire, per ciò che la riguarda, forse “complice” la giovane età, non subisce il peso di questa sconvolgente situazione”. Le emergenze sono tantissime, in un clima che porta ad essere anche disorientati, in questo s’include il pensiero dei genitori lontani, che si vorrebbero certamente vicini. “La preoccupazione della lontananza c’è – dice infatti la signora Sica – ma ugualmente c’è la consapevolezza che, almeno al momento, al sud questa forte emergenza non c’è stata e per i miei genitori che hanno una certa età ha molto significato. Mi auguro, che ciò abbia una continuità, certo, la voglia di raggiungerli a Catanzaro, è stata tanta, il cuore suggeriva questo, ma la ragione ha prevalso, volendo scongiurare alcun tipo di contagio”. In questa triste fase, vari i momenti vissuti anche nella piena solidarietà, come è stato con i recenti “ flash mob” sui balconi ai quali la città ha aderito, ma, successivamente, come racconta la signora, il “colpo di grazia” è stato dato nel veder portar via dall’esercito quella lunga fila di bare, una presa di coscienza dei cittadini che ha veramente sconvolto Bergamo.

Al momento, molte delle attività ancora in funzione, hanno deciso di chiudere per aumentare quello stato di rigore necessario per affrontare in maniera ancor più determinante la drammatica situazione. Dunque, una città che ora ha anche voglia di speranza, quel forte desiderio di poter vedere quella famosa “luce in fondo al tunnel”, una battaglia da vincere con chi finora si è adoperato sul campo con medici e paramedici in maniera instancabile, certamente, ognuno dovrà necessariamente aggiungere il personale apporto, come afferma in conclusione la signora Sica: “Ora, avremmo veramente bisogno di positività, in virtù di ciò devo dire che tanto sentiamo la vicinanza di tutte le regioni della nostra Italia e, in questo frangente, se dovessi mandare un messaggio alla mia cara Catanzaro direi di attenersi in maniera rigorosa alle regole, di stare a casa e uscire per lo stretto necessario, solo così si potrà vincere questa dura battaglia”.

Elisa Giovene