Coronavirus..e poi: “Chi difenderà gli avvocati dalle conseguenze del dopo?”

La riflessione del professionista Antonio Ludovico che sottolinea che nelle prime misure varate dal Governo non ci siano provvedimenti per la categoria

Di Antonio Ludovico*

E gli avvocati? Qualcuno si è dimenticato di menzionarli nei vari provvedimenti economici o è stato fatto apposta? Chi difende gli avvocati, che da sempre si battono per la difesa dei diritti altrui, in particolare dei più deboli? Possibile che nessuno, dico nessuno, abbia pensato di fare un documento ad hoc per noi difensori, in un momento drammatico nel quale rischiamo di chiudere bottega?

Scrivere è un’operazione complicata, ammonisce Dacia Maraini, perché bisogna distinguere l’impulso sentimentale dalla consapevolezza. Ed è proprio dal connubio di impulso e consapevolezza che credo si debba levare alta la voce degli avvocati, da sempre in prima linea a tutela di ogni sopruso, di ogni abuso, di ogni ingiustizia, di ogni disfunzione.

L’emergenza sanitaria sta mettendo in ginocchio intere categorie di lavoratori, su questo non si discute, ma tra questi vanno annoverati anche gli avvocati, soprattutto quelli più giovani, coloro che da poco si sono affacciati alla professione più bella del mondo e che vedono sbarrate le porte di un futuro mai così incerto come quello che si prevede.

Avremmo bisogno noi di tanti avvocati che difendano i nostri diritti, che tutelino le nostre ragioni, che ascoltino il nostro grido di dolore. Rimanere inermi per due-tre mesi significa la catastrofe per almeno l’ottanta per cento degli studi legali, che saranno costretti a chiudere. E non ci sarà ripresa che tenga!

I tempi sono duri per tutti, ma permettetemi di dire che solo gli avvocati capiscono gli affanni della gente, che solamente gli avvocati hanno a cuore le sorti dei più deboli, degli ultimi, dei diseredati. Gli avvocati che difendono sempre, anche in condizioni di difficoltà, ma che non sono mai difesi da nessuno.

*Avvocato