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Scambio di regali tra detenuti carcere Catanzaro ed alunni di Sersale

Sembra una pagina da libro cuore, è invece realtà

Metti insieme una scrittrice illuminata, una scuola impegnata nel sociale e giovani detenuti desiderosi  di riprendersi  spazi di protagonismo. Risultato: sembra una pagina da libro cuore, è invece realtà. Succede a Sersale dove la scrittrice Rita Tulelli (in foto) e gli alunni dell’ Istituto comprensivo “Giuseppe Bianco” di Sersale hanno regalato, qualche settimana fa, un televisore a un giovane detenuto dell’istituto penale minorile di Catanzaro. Una buona azione come conseguenza  della  vendita del libro dell’ avvocato catanzarese  “ L’invisibile mondo di Carlotta”.

Tutto qui? Macchè. A ogni azione, c’è una reazione: chi semina, raccoglie. La storia continua con buoni esempi declinati tra le nuove generazioni. Gli altri detenuti del carcere catanzarese hanno apprezzato molto il bel gesto della comunità educante di Sersale, dirigente scolastico prof.ssa Maria Brutto, nei confronti del loro compagno privo di tv , decidendo così di restituire bellezza a solidarietà. Interessanti disegni arriveranno presto nelle aule della scuola secondaria di primo grado di Sersale.

Idea e creatività sono di un gruppo di detenuti di Catanzaro che, ispirandosi anche a una filastrocca sul virus e quarantena della stessa Tulelli, hanno immortalato, su diversi cartelloni, bambini che tornare a giocare e divertirsi non prima che il virus sia andato via, grazie anche al lavoro insostituibile di medici e infermieri. Un augurio, un auspico di quel che verrà dopo che il male invisibile sarà solo un brutto ricordo.

Disegni come altri  se non fosse che a realizzarli è chi ritrova un  dialogo con la società con la malcelata intenzione di recuperare ciò che non è mai perso una volta per sempre : la resipiscenza. Se più indizi fanno una prova, ce n’è abbastanza per asserire che nella comunità educante di Sersale la cittadinanza attiva, grazie anche a Rita Tulelli e associazione Universo minori, non è esercizio di retorica,  ma  palestra di condivisione e solidarietà.