Pazienti Covid e non solo Covid da Chiaravalle, è su questa differenza che “si gioca” la collocazione

Intanto dell'ospedale da campo che sarebbe dovuto sorgere attiguo al Policlino nessuna novità

Esiste un’etica dell’emergenza che dovrebbe prescindere da tutto. O forse esiste ancor prima un’etica che non dovrebbe tener conto di numeri statistiche e performance.  I malati della casa di cura di Chiaravalle sono innegabilmente un problema che aumenta l’emergenza di questi giorni. Ma  sono prima di tutto malati. Persone che ora hanno bisogno di assistenza, senza badare a quello che potrà essere il loro futuro.

Ecco quindi che mal si concepisce la contesa di queste ore, prima tra Lamezia che ha rifiutato 5 ricoveri Covid-19 in arrivo da Chiaravalle e ora tra ospedale Pugliese e Policlinico, su chi deve essere ricoverato e dove.

E’ evidente che trattandosi di pazienti anziani il contagio da Coronavirus si aggiunge ad altre patologie aggravandole, ed è evidente che i rischi sono più alti al punto che potrebbero peggiorare i numeri di una o dell’altra struttura.

Ma in queste ore si sta perdendo ancora tempo a chiedersi dove le persone rimaste debbano essere ricoverate, considerato che il Policlinico si è attrezzato per contagiati Covid -19 senza altre patologie e il Pugliese da giorni è al collasso, bloccato in altre funzionalità.

Mentre circa 20 persone attendono di essere collocate. Come conferma anche il sindaco di Chiaravalle in un nuovo video sui social. Ma non è tempo di calcoli e statistiche, è tempo di agire.

E forse non è più tempo di annunci. Ecco perché, lo ha chiesto un gruppo di associazioni questa mattina, lo si rilancia ora in questo contesto. L’ospedale da campo che doveva nascere attiguo alla struttura del Policlinico di Germaneto dove è? Quando nascerà?

Fatti, azioni, non statistiche e proclami. In mezzo ci sono la vita, la salute e la libertà dei cittadini.

Questo è ora l’unico imperativo