Coronavirus e violenza domestica. La rete di supporto rimane aperta. La parola agli operatori

Maria Grazia Muri presidente di Sos Astarte Donna e Isolina Mantelli presidente del Centro di solidarietà calabrese spiegano come

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    Parola d’ordine “restare a casa”. L’emergenza “Coronavirus” lo impone, contromisura che, al momento, resta la principale arma per poter rallentare l’evolvere del virus. Ma, se fra le mura domestiche si può trovare riparo e sicurezza, c’è un “binario” che ugualmente corre e che pone in considerazione quanto le mura domestiche possano costituire una “trappola” per quelle donne che sono vittime di violenza.

    Il dover restare a casa, certamente non limita le azioni del potenziale “maltrattante”, la coesistenza continua, anzi, potrebbe aumentare i pericoli a cui è esposta la donna ed ugualmente lo stress, per l’attuale emergenza, accrescerne le motivazioni, tutto ciò reso ancor più difficile dall’eventuale presenza di bambini. I centri antiviolenza e le case rifugio, hanno da sempre rappresentato un’ancora di salvezza per le donne in stato di “pericolo”, attività ora resa difficile dalla pandemia. Nonostante ciò, alcuni centri esistenti nel nostro comprensorio, hanno cercato di non sospendere le attività, che restano comunque ridotte.

    “ La nostra mission – come infatti afferma Maria Grazia Muri presidente del centro antiviolenza SOS Astarte Donna – è quella di “soccorrere” le donne che sono vittime di violenza, al momento, abbiamo dovuto interrompere le nostre attività per ovvi motivi, ma, il nostro centro è ugualmente “operativo” garantendo supporto psicologico telefonico. I rapporti con le donne che stavamo seguendo nel loro percorso, vengono mantenuti mediante “appuntamenti telefonici” con le nostre psicologhe”. “ La nostra sede – ha poi continuato – è dunque attiva, le operatrici che vi si recano, seguendo tutte le norme sanitarie e “comportamentali” del caso, restano a disposizione di chi possa avere necessità di supporto telefonico chiamando il numero verde 800642882. Le nostre psicologhe, saranno pronte a sostenere le donne che chiameranno anche per il solo sostegno psicologico, pur non sussistendo alcun tipo di denuncia”.

    Ugualmente attiva la casa rifugio “Mondo Rosa”, che opera già da tanti anni a favore delle donne vittime di violenze e, anche se al momento “chiusa” per l’emergenza in atto, operativa per sostegno psicologico telefonico, come ribadisce Isolina Mantelli, presidente del Centro di Solidarietà Calabrese: “ Al momento, la sede di “Mondo Rosa” è chiusa, seguendo le attuali norme vigenti, i nostri ospiti, 4 donne con i propri figli, complessivamente 7 bambini, hanno interrotto ogni attività esterna. Il supporto delle “volontarie” è stato sospeso a causa dell’emergenza Coronavirus ad esclusione delle operatrici che si recano mantenendo tutti gli accorgimenti igienico/sanitari, la nostra prudenza, lavorando a contatto con altri, è sempre alta. Il numero massimo delle donne “ospiti” è stato raggiunto, resta comunque attivo il supporto telefonico del centro antiviolenza, con il numero verde 800757657, per ogni tipo di consulenza con le nostre psicologhe”. Al momento, come spiega anche la Mantelli, le donne che subiscono violenza domestica, non possono uscire di casa, riducendo anche lo stato di “ribellione” e destinando le telefonate alle loro sporadiche uscite. Il contesto da gestire non è semplice, anzi, potrebbe rappresentare ancor più un problema, per effettuare denuncia o semplicemente telefonare per motivi di “soccorso”. La rete dei centri antiviolenza, rimanendo attiva, serve proprio a mantenere quei contatti e a non far sentire le donne “sole” in questi frangenti, resi difficili dall’emergenza. “ Non è facile – aggiunge infine Isolina Mantelli – trascorrere la giornata in “casa rifugio” con i bambini, poiché, come si è già detto, è esclusa ogni attività esterna, ora, tramite l’associazione “L’albero della vita”, con la quale collaboriamo, i ragazzi potranno avere in dono un piccolo “tablet” per poter passare il tempo in maniera diversa. Dal canto nostro, continuiamo le attività, abbiamo concluso dei progetti già in corso ed altri mediante le piattaforme a disposizione sul web, resta però un grosso problema che spero possa risolversi e che riguarda il sostentamento del “centro” che, attualmente, si appoggia al Centro di Solidarietà Calabrese. Mi auguro, dunque, che al più presto la Regione Calabria possa dare validi sostegni a “Mondo Rosa”, la casa rifugio necessita di aiuti concreti per poter assolvere i numerosi progetti in essere”.

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