Spagnolo: “L’eparina medicinale utile per prevenire le conseguenze del Coronavirus”

L'appello del cardiochirurgo alla sanità calabrese, a cui ha scritto senza avere ancora alcuna risposta

Utilizzare l’eparina come metodo preventivo per evitare che il Coronavirus, una volta entrato in circolo nell’organismo, formi quegli emboli che portano alle estreme conseguenze molti pazienti.

E’ questa la proposta di Salvatore Spagnolo, cardiochirurgo originario di Catanzaro, ma da anni in servizio presso gli ospedali del Nord, prima a Monza ora a Genova.  Tra i diversi riconoscimenti ottenuti, anche quello di aver eseguito per primo, nel 1987, l’intervento di sostituzione dell’arco aortico in età pediatrica. Per questo intervento, ha ricevuto dal Presidente della Repubblica il premio “Numeri Uno”

“Molti colleghi delle terapie intensive degli ospedali italiani– dice Spagnolo raggiunto telefonicamente da Catanzaroinforma, dopo l’appello lanciato sui social dallo stesso medico che ha scritto al Presidente Santelli senza ricevere risposta – constatati i risultati degli esami radiografici sui pazienti ricoverati per contagio Covid-19, hanno iniziato a somministrare, laddove era possibile perché non presenti altre patologie, l’eparina proprio per contrastare gli effetti degli emboli che i pazienti presentano. Il punto – sempre secondo Spagnolo – è che lo stesso farmaco potrebbe essere utilizzato anche a scopo preventivo all’insorgere dei sintomi, ma solo dopo consulto con il proprio medico”

E’ di tutta evidenza che oltre al consulto con il proprio medico sarebbe opportuno avere anche degli esami ematici recenti per valutare i parametri di coagulazione di ciascun soggetto.

“L’eparina non deve essere intesa come il farmaco anti Coronavirus, ma come l’antidoto che oggi la medicina offre per prevenire le conseguenze che portano all’evolversi drammatico del contagio”

D’altra parte, già il 12 gennaio scorso, quando ancora il Covid-19 non era ancora lontanamente ciò che sarebbe diventato oggi, il ministero della salute pubblicava la guida provvisoria alla “ Gestione clinica dell’infezione respiratoria acuta grave nei casi di sospetta infezione da nuovo coronavirus (nCoV)” redatta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e al punto 7 della guida si legge “Attuare i seguenti interventi per prevenire le complicazioni associate a malattia grave. Gli interventi suggeriti si basano sul testo Surviving Sepsis17 o altre linee guida,  e sono generalmente limitati a raccomandazioni fattibili basate su evidenze di alta qualità. Per ridurre l’incidenza della tromboembolia venosa  Utilizzare profilassi farmacologica (eparina a basso peso molecolare [preferibile se disponibile] o eparina in 5000 unità per iniezione sottocutanea due volte al giorno) in adolescenti e adulti senza controindicazioni. Per i pazienti che presentano controindicazioni, utilizzare la profilassi meccanica (dispositivi di compressione pneumatica intermittente)”

La sperimentazione ha avuto già buoni risultati a Piacenza, all’Ospedale di Castel San Giovanni (Piacenza). La terapia sfrutta da un lato il potere antinfiammatorio dell’eparina e, dall’altro, la sua capacità anticoagulante. Elemento, quest’ultimo, che previene una delle maggiori complicanze osservate nei pazienti: la trombosi diffusa. Come riportato dal Corriere.it che racconta l’esperienza di Piacenza “Esiste l’evidenza che l’infezione possa, fin nelle sue fasi iniziali, ridurre la disponibilità di eparina endogena, poiché il virus si lega in prima istanza a questa sostanza (che interviene nella regolazione del processo di coagulazione del sangue), inattivandola e favorendo così fenomeni trombo-embolici. A questo si aggiunge il fatto che il virus penetra all’interno delle cellule endoteliali degli alveoli polmonari, provocandone la morte, e la reazione infiammatoria del tessuto complica il quadro di danno vascolare. L’evidenza clinica è che i pazienti Covid-19 vanno incontro a morte più probabilmente a causa di un’embolia polmonare (o altri gravi fenomeni trombo-embolici, quali l’infarto del miocardio) che per gli effetti dell’insufficienza respiratoria. Ecco perché è ragionevole pensare all’uso di enoxaparina (un’eparina a basso peso molecolare), in fase sia preventiva che terapeutica”.

Da qui l’accorato appello di Salvatore Spagnolo “Continuo a mandare Email a tutti i responsabili della Sanità, ma vi è un silenzio assoluto. Nel frattempo molti miei colleghi rianimatori mi confermano che sono moltissimi i pazienti che muoiono per Embolia Polmonare. Purtroppo attualmente si somministra l’eparina solo quando la malattia è grave ed i benefici sono minori. Bisogna somministrarla all’inizio dell’influenza per poter evitare l’insorgere della embolia”