Soli e lontano dagli affetti ecco la Pasqua dei catanzaresi, in Italia e all’estero, che non sono rientrati a casa

"Un sacrificio non da poco che verrà ripagato"

La Pasqua 2020 è stata insolita per tutti gli italiani attaccati alla tradizione, agli affetti, alla famiglia. Una Pasqua diversa per i calabresi amanti delle lunghe tavole imbandite, per i catanzaresi abituati agli inebrianti odori che di anno in anno riempiono le loro case e ricordano quel preciso giorno di festa, ai piatti della tradizione, a voci, volti e sorrisi di amici, parenti e di quelle persone care che rendono tutto un po’ più speciale. Sono stati soli gli studenti fuori sede e i lavoratori abituati a rientrare a casa per le feste importanti del calendario, una solitudine che per la distanza, è pesata po’ di più. Per Roberta, Giuseppe, Emanuele, Valentina, Alberto e Francesca rimanere lontano da casa è stato un sacrificio enorme, fatto con responsabilità e convinzione che presto potrà essere ricompensato da quel caldo abbraccio ai propri cari, il primo che desiderano fare appena le restrizioni termineranno.

A Roma, lontana da tutta la mia famiglia, Roberta Bianco, studentessa universitaria, ha raccontato di quanto è stata dura fare gli auguri ai genitori tramite telefono e video-chiamare i parenti senza poterli abbracciare: “Ormai é più di un mese che non vedo nessuno della mia famiglia e mi trovo bloccata qui – ha detto –  sto provando a rendere i giorni più piacevoli sperimentando tante ricette in cucina, avendo così anche una scusa in più per chiamare nonna e chiederle consigli. Non é facile stare a così tanti chilometri da casa, in un piccolo appartamento,  non vedo l’ora di poter tornare a riabbracciare tutti e rivedere il mare.” E intanto anche a Pasqua,come da un mese a questa parte, Roberta e le sue coinquiline Giorgia e Antonella, catanzaresi anche loro, si sono intrattenute per una chiacchierata con Concetta, la signora di Cosenza del balcone a fianco, un saluto ai ragazzi leccesi del palazzo di fronte e il pensiero di lottare tutti insieme ognuno a casa sua, lontani dalla propria famiglia, ma tutti più uniti che mai: “Un grande sacrificio che siamo certi verrà ripagato!”

Nelle corsie del Reparto Covid dell’ospedale di Cremona, per Emanuele Loprete è stata una giornata di festa diversa dalle altre. Sveglia alle 4.00 e già attivo in reparto alle 6.00 per trascorrere la prima Pasqua lontano da casa: “Il turno di lavoro è iniziato con una buona notizia: per il quarto giorno consecutivo in reparto ci sono dei posti letto vuoti – ha raccontato il giovane infermiere catanzarese – questo vuol dire che le misure adottate a livello nazionale stanno funzionando e si intravede una via d’uscita. E’ stata una giornata particolare, una Pasqua insolita, ma tra il turno di lavoro al mattino e le telefonate ad amici e parenti nel pomeriggio è trascorsa tutto sommato bene. E’ stato strano, non ho vissuto la classica routine tipica delle feste in famiglia in Calabria, ma è stato un sacrificio necessario che spero possa essere presto ricompensato con la libertà di poter tornare alla vita di sempre e riabbracciare i miei cari.”

Alle prese con il suo lavoro ma a casa anche l’attore Giuseppe Ansaldi:“Ho trascorso la mia giornata in casa impegnandomi a organizzare dei video per il mio canale youtube ‘Maestro Giugiù’ con il quale ho deciso di intrattenere i bambini e i ragazzi, che seguo nei miei progetti di teatro, con video lezioni e racconti durante questo periodo di quarantena – ha precisato l’attore catanzarese – lavoro anche con ragazzi speciali, impegnare le loro giornate non è semplice e riuscire a distrarli è per loro, come raccontano i genitori, una boccata d’aria fresca.” Giuseppe, ha deciso di non rientrare a casa, avrebbe potuto farlo all’inizio dell’emergenza come hanno fatto tanti altri, ma ha preferito rimanere a Roma: “Non sono rientrato perché non mi sembrava giusto, in questi giorni mi è mancata tanto la famiglia  ma li sento in continuazione e sapere che stanno bene mi rasserena.”

Bloccata in Spagna nella regione di Murcia Valentina Tomat, giovane ricercatrice, per sentire meno il peso della lontananza per Pasqua non ha rinunciato alle ricette tipiche della tradizione catanzarese: “Ho preparato le cuzzupe e mi sono dedicata anche alla pasta fatta in casa – ha detto – nella mia famiglia ad ogni festa siamo abituati a preparare lasagne e cannelloni e così per Pasqua ho deciso di farli anche io. Sono a casa sola ma ho trascorso la giornata  video-chiamando un po’ tutti i miei amici e parenti, così mi sono sentita un po’ più vicina a loro. Qui la situazione è complicata – ha proseguito – molti studenti italiani hanno deciso di rientrare con voli organizzati per loro, io mi auguro di poter tornare appena l’emergenza sarà finita.”

Ed infine, sarebbe piaciuto poter scendere in Calabria o ospitare qualche parente o amico per le feste di Pasqua anche ad Alberto Celano e Francesca Bombara, catanzaresi emigrati a La Spezia per lavoro: “Abbiamo trascorso la Pasqua a casa in video-conferenza con Calabria e Lombardia.” Appassionati di fotografia e con un giardino a disposizione, i due durante i giorni di quarantena hanno avuto la fortuna di poter dedicare del tempo alla loro passione, ascoltando musica e giocando con i loro cani, rispettando le regole imposte per tornare il prima possibile alla vita di sempre e concedersi il prima possibile anche una visita nella loro amata Calabria.