Edmund Brown e la morte come inno alla vita

Oggi tutti siamo un po' Edmund Brown con le nostre domande, i nostri rimorsi, la nostra nostalgia

In questi giorni di quarantena forzata, mi è venuto in mente il libro d’esordio di Simone Toscano dal titolo “Edmund Brown”.

Simone Toscano è un giovane scrittore di origini calabresi: i suoi genitori sono entrambi di Corigliano Rossano e di recente è stato inserito ne “ Il dizionario degli scrittori di Rossano”. Il romanzo ha venduto migliaia di copie ed è stato presentato anche al Salone del libro di Torino.

Il protagonista Edmund Brown ha 30 anni, vive nella piccola comunità di Castrol e lavora come barman. Un uomo normale con una vita normale – un capo burbero, una fidanzata innamorata, una nonna tenera – ma c’è un particolare che lo rende diverso dal resto della gente: sin da bambino ha agghiaccianti “visioni di morte”. Egli infatti riesce a prevedere come e quando moriranno le persone semplicemente guardandole o sfiorandole.

L’ho finito tempo fa e mi sono chiesta se i tempi duri che stiamo vivendo adesso, attanagliati da una pandemia che mette in ginocchio il mondo, avrebbero potuto offrirmi una nuova chiave di lettura di questa storia, perché poche opere riescono ad indagare così bene sulla morte e sull’intrinseco valore della vita che essa racchiude.

Il protagonista si chiede spesso se questo potere che ha sia un dono o una maledizione: avvisare gli altri della loro morte o farli vivere ignari serenamente?

Bel dilemma!

E se noi avessimo saputo anticipatamente di questo virus, avremmo assaporato meglio l’ultimo abbraccio di un amico, l’ultimo pranzo con la famiglia, l’ultima passeggiata al tramonto, l’ultima possibilità di fare quella dichiarazione d’amore che rimandiamo da sempre?

Oggi tutti siamo un po’ Edmund Brown con le nostre domande, i nostri rimorsi, la nostra nostalgia… Simone Toscano narra la storia come un viaggio e come un canto da ascoltare senza paura. Una prospettiva attraverso cui guardare il mondo con gli occhi della morte, che al tempo stesso sono anche gli occhi della vita.

  F. Pristerà,   Presidente Associazione Culturale Sala365