Riccio: “Da Corrado e Barbuto offese gratuite alla città di Catanzaro”

Sinceramente non avremmo voluto rispondere a certe provocazioni, ma in Calabria non sempre essere troppo signori paga

Riceviamo e pubblichiamo nota stampa del consigliere comunale Eugenio Riccio
La vicenda relativa alla sede della Soprintendenza di Catanzaro e Crotone conferma, qualora ce ne fosse bisogno, i tanti danni fatti da un comico come Beppe Grillo alla politica e alla società italiana. Basta leggere la nota stampa diffusa da Margherita Corrado e da Elisabetta Barbuto (Movimento Cinque Stelle) per rendersi conto in che mani siamo. Esponenti politici che dovrebbero mantenere un certo livello di discussione si lasciano andare ad attacchi gratuiti, campanilisti e offensivi nei confronti di Catanzaro e dei catanzaresi.

Una nota stampa, quella delle due stelline calabresi, piena di inesattezze storiche e archeologiche nonchè frivola nei ragionamenti. Non sappiamo se i “ragionamenti”  della Corrado e della Barbuto sono in qualche modo avvelenati dalle scorie di cui è ricco, purtroppo, il sottosuolo crotonese, ma visto che non è la prima volta che leggiamo tante cattiverie gratuite è giunta l’ora di rispondere per le rime in quanto ogni qualvolta dev’essere istituito in Calabria un ufficio o ente a valenza regionale, puntualmente, anche per colpa del Governo centrale, o lo si sottrae a Catanzaro o si tenta di farlo. 

Inutile fare la lista della “spesa” che, purtroppo, è abbastanza lunga. E’ bene ricordare che Catanzaro è il Capoluogo della Regione Calabria praticamente da sempre, basterebbe leggere su quali criteri la commissione Donatini-Molinaroli ne sancì questo ruolo che non è frutto del caso. E appena Catanzaro tenta di rivendicare il suo ruolo istituzionale, come in questa triste vicenda, quasi come un orologio svizzero, dagli altri territori si taccia di campanilismo la città Capoluogo, praticamente il “ladro” accusa il “giusto” di essere un farabutto. E’ un cliché ormai standard. Così come è consuetudine sminuire il patrimonio storico, artistico e archeologico di Catanzaro.

Abbiamo letto in diverse occasioni che Crotone, piuttosto che Reggio Calabria o Cosenza hanno 3000 anni di storia quasi a sottolineare che Catanzaro non avrebbe alcun diritto per la sua “giovane” età.  Ora, al di là, che non è il numero di anni che rende una città storicamente più importante di un’altra, altrimenti Santa Maria Capua Vetere, Siracusa o Aquileia avrebbero ben altra importanza nel contesto nazionale. 

Pertanto, vorremmo ricordare a chi scrive certe fandonie che Catanzaro non è altro che l’evoluzione storica della Magno Greca Skylletion e della romana Scolacium. Perché quello che vale per Sibari che oggi si chiama Cassano allo Jonio o Kaulon (giusto per rimanere in Calabria) che oggi si trova nel territorio di Monasterace e non di Caulonia non deve valere per Catanzaro? Eppure basterebbe leggere la storia dell’evoluzione urbanistica di Skylletion – Scolacium per apprendere che le personalità più importanti della città dell’Istmo, che leggenda vuole fondata da Ulisse, si spostarono per volere imperiale prima sullo Zarapotamo (l’odierno quartiere di Santa Maria) e poi definitivamente sul Triavonà (i tre colli su cui si trova il bellissimo centro storico catanzarese) in un continuum temporale di oltre 3000 anni di storia.

E a sostegno di questi fatti storici ci sono anche i recenti ritrovamenti archeologici nell’area della cittadella regionale e lungo i cantieri della costruenda nuova metropolitana di Catanzaro. Senza dimenticare che proprio Scolacium (prima urbium Bruttiorum) intorno al 500 d.C. divenne sede del Corrector (ossia il Governatore) della Regio III che comprendeva  i territori di Calabria e Lucania. 

E oggi quel magnifico territorio di fatto conurbato col territorio comunale di Catanzaro sede del Segretariato Regionale del MiBact custodisce il parco archeologico più ricco e completo di testimonianze storiche della Calabria in cui si può ammirare, non una sola colonna, ma bensì l’unico anfiteatro ritrovato nella nostra regione, e ancora il teatro, il foro costeggiato da una strada romana intatta, le terme, e i tanti e straordinari reperti custoditi nel museo archeologico nazionale dove spicca la ricca collezione di statue imperiali, e a suggellare l’importanza di un sito unico in Calabria non si può dimenticare la presenza della basilica Bizantino – Normanna più grande del territorio calabrese. E potremmo continuare a parlare a lungo dell’immenso patrimonio dei luoghi Cassiodorei con in testa il Vivarium oppure dilungarci facendo l’elenco delle eccellenze archeologiche presenti in tutto il catanzarese. Una terra talmente antica che è stata capace di dare il nome all’Italia. 

Sarebbe sterile aprire un confronto con il patrimonio storico-artistico che l’antica capitale della seta ancora oggi nonostante terremoti, bombardamenti e distruzioni di vario genere ancora custodisce, basti pensare alle tantissime chiese monumentali presenti a Catanzaro che riescono ad abbracciare tutti i secoli di storia. Senza dimenticare la Basilica dell’Immacolata che si può fregiare del titolo di Cappella Reale dei Re Borbone, oppure il Complesso del San Giovanni (quello che fu il Castello Normanno di Roberto il Guiscardo e dei Conti Ruffo di Calabria “Dei gratia Comes Catanzaris”) e che oggi è monumento nazionale insieme alla chiesa medievale di Sant’Omobono.

Oltre ad una decina di musei straordinari come il Marca, il Musmi, il Mudas, il Museo Internazionale della Scultura, la Rotella House, il Museo delle Carrozze, il museo del Rock, il March ossia il polo archeologico cittadino, che è bene ricordarlo alla Corrado, è il museo più antico della Calabria (e anche questo non è un caso…) che si collega storicamente al Museo Archeologico Nazionale di Scolacium. E ci fermiamo qui, senza elencare i palazzi nobiliari che impreziosiscono un centro storico ricco e ancora capace di stupire i visitatori, anche illustri, come Zahi Hawass rimasto letteralmente affascinato dalla Catanzaro sotterannea. 

Sinceramente non avremmo voluto rispondere a certe provocazioni, ma in Calabria non sempre essere troppo signori paga. Qui purtroppo vige la legge del più furbo e di chi la butta in “caciara” anche istituzionale. Ha fatto benissimo il Sindaco Abramo a difendere il ruolo di Catanzaro che non può essere sacrificato sull’altare del clientelismo politico radical chic, da comici e stelline di vario genere.