Quantcast

I nomi probabili per la successione a Caracciolo come Direttore sanitario del Policlinico Mater Domini

Indiscrezioni sui veri motivi che avrebbero portato alla rottura con Zuccatelli

Prima il no alla possibilità di accorpare il centro di Neurogetica di Lamezia terme, guidato da Amalia Bruni, al dipartimento di Neurologia del Policlinico. Poi il ricorso dell’università contro la nomina di Zuccatelli, imposta dal Governo e infine l’addio, ufficialmente per motivi sanitari del direttore sanitario Caracciolo. Il mondo combatte una guerra sanitaria e sociale  contro una pandemia che nei tempi moderni non ha avuto euguali e in una delle aziende più importanti della Calabria, identificata come centro Covid-19, si litiga ancora su nomine e poltrone. Ciò fa credere, a ragion veduta che ci sono mondi che dopo il Coronavirus saranno peggio di prima.

In ogni caso un direttore sanitario ora va assicurato al Policlinico, e  da giorni è già disponibile l’elenco degli idonei a ricoprire ruoli apicali nelle aziende sanitarie.

E allora, come se il virus non avesse cambiato le vite di tutti, ecco che parte il toto successore. Due i nomi  il primo che viene in mente è quello di Rina De Filippo, una professionista che conosce bene la MaterDomini essendo direttore sanitario di presidio. La novità potrebbe essere rappresentata da  Rocco Damiano, ordinario di urologia, da poco inserito nella lista nazionale dei dirigenti.

Intanto si pensa anche al ritorno di Giuseppe Giuliano.

Quest’ultimo è un avvocato, ma ha già svolto funzioni manageriali all’interno della sanità calabrese e continua a farlo,  e nulla toglie che, anche sotto altra veste, in un rinnovato setup manageriale del Policlinico, Giuliano possa trovare ancora spazio.

Intanto l’interim potrebbe essere assunto dallo stesso Zuccatelli. Il quale comunque potrebbe lavorare anche su un bando pubblico nel quale specificare i requisiti stringenti del prossimo direttore sanitario.

Interrogativi la cui risoluzione però non inciderà direttamente sulle vite dei calabresi che continuano a chiedere a gran voce fatti e non nomi per poter sperare in una sanità che funzioni davvero.