Da Catanzaro allo Spallanzani , la storia dell’infermiera catanzarese finisce sul Messaggero

Francesca racconta il dolore, la fatica, la speranza e le storie

Si chiama Francesca Parentela e da due anni lavora nel reparto di di Rianimazione dell’Istituto Lazzaro Spallanzani, diventato fin dall’inizio dell’emergenza il centro nevralgico per il trattamento dei casi di covid. Catanzarese doc, cresciuta nel quartiere Corvo dove è conosciuta semplicemente come “Cicì”.

Si, Cicì. Per quella sua piccola statura, la dolcezza, il sorriso sempre sulle labbra e la voglia di assistere sempre anziani e bisognosi. Cicì sta per coccole e tenerezza che quando era ragazzina si prendeva sempre da parte di tutti i residenti della zona.

Ma poi è diventata grande. Gli studi, il fidanzamento che si fa cosa seria e la partenza per inseguire il sogno e la missione. Così ha iniziato a lavorare come infermiera allo Spallanzani e oggi viene intervistata dal Messaggero per una storia che sta toccando i cuori dell’intero Paese. Francesca racconta il dolore, la fatica, la speranza e le storie. Alcune terribili, altre commoventi, altre bellissime. Lei è una dei tanti eroi in corsia, quelli in prima linea che stanno facendo grande l’Italia. Catanzaro ringrazia “Cicì” e si dice orgogliosa di lei.