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Catanzaro con Abramo: “Anche il settore “wedding” deve essere messo nelle condizioni di ricominciare”

“Si tratta di un comparto da non sottovalutare

“Fra i tanti settori in crisi per lo stop all’economia causato dal coronavirus, uno di quelli di cui si sta parlando di meno, ma non per questo meno importante di tutti gli altri, è relativo ai ricevimenti, ai banchetti, il cosiddetto “wedding”.

Lo hanno affermato i consiglieri del gruppo Catanzaro con Abramo, Rosario Mancuso, Demetrio Battaglia, Carlotta Celi, Enrico Consolante, Luigi Levato, Filippo Mancuso, Giuseppe Pisano e Fabio Talarico. “Si tratta di un comparto da non sottovalutare sia in termini di fatturato complessivo, che prima dell’emergenza si aggirava intorno ai 400 milioni di euro all’anno, sia in termini occupazionali, considerando le migliaia di persone che lavorano grazie al “wedding” in maniera diretta o nell’indotto: camerieri, sarti, fiorai, artigiani, e tutte quelle maestranze e professionisti specializzati che fanno parte del più articolato mondo dei matrimoni e delle Fiere degli Sposi, veri e propri eventi itineranti che attirano, in ogni stagione, centinaia di migliaia di persone, non solo calabresi. È una realtà consolidata anche nella nostra regione – hanno aggiunto i consiglieri -, che riteniamo sia doveroso tutelare con interventi strutturali che mitighino il morso di questa durissima crisi non tanto attraverso erogazioni di tipo economico, quanto con l’introduzione di linee guida ben precise che forniscano indicazioni su tempi e modalità di riapertura: le fiere devono essere autorizzate, in completa sicurezza, ma vanno fatte ripartire fin dai primi istanti della fase 2”.

“Da più parti ci è stato proposto questo problema di “metodo” finalizzato alla ripartenza – hanno concluso i componenti di Catanzaro con Abramo – e ci sembra un atto dovuto riproporre queste istanze che provengono da una fetta importante del tessuto produttivo calabrese alla Regione, agli assessorati competenti e alla stessa presidente Santelli: anche il settore “wedding” deve essere messo nelle condizioni di ricominciare, ovviamente in massima sicurezza, ma con una tempistica e delle modalità che possano aiutare in concreto e lo facciano in fretta”.